di Daniele Santi
E’ stato leggerissimamente imbarazzante negli ultimi due giorni in particolare, dovere assistere alla sfilata di questa congrega di imbarazzanti rappresentanti del popolo, eletti da una legge elettorale che non permette nemmeno di sapere chi siano con anticipo – e poi la gente smette di andare al voto e fanno finta di dispiacersene – vagare da uno studio televisivo all’altro per fornire la loro onorabile opinione sul “patriarcato”, sfondando poi nell’educazione sentimentale e sessuale dei minori – rigorosamente da proibire! – per finire a regalare tutta una serie di ho fatto, abbiamo fatto, è stato fatto, perché essi hanno già fatto tutto, fuorché quello che hanno promesso durante le campagne elettorali.
La memoria di Babij Jar e l’ipocrisia del presente: perché la critica a Netanyahu non è antisemitismo
di Marco Maria Freddi Mescolare la memoria della Shoah con le contingenze geopolitiche del presente è un’operazione intellettualmente... →
L’ennesima dimostrazione di inutile boria lanciata via schermo televisivo, alla ricerca di un pubblico sempre più esiguo al quale raccontare quanto vogliono bene all’Italia, è stata danzata con la leggiadria di un elefante cieco a cui manchi una gamba, sulla pelle dell’ennesima giovane morta ammazzata da uno che l’amava troppo per perderla [sic] senza nemmeno avere il pudore di sottolineare di parlarne perché il loro ruolo lo richiede, “ma ne farei volentieri a meno, perché per la morte altrui ci vuole rispetto”. No. A loro non importa. Basta apparire e dire la qualunque. Perché dio me l’ha data, la poltrona, e da lì faccio quello che mi pare.
(20 novembre 2023)
Metti che a Meloni non dispiaccia poi tanto che le affossino l’orribile legge elettorale Melonellum
Secondo le solite gole profonde parlamentari che spettegolano sempre su tutto, ma che nessuno mai sa chi siano,... →
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