di Daniele Santi
Mentre il primo partito d’Italia è il partito del non voto che vale quasi il 40% e sembra interessare a pochi che ci siano 40 italiani su 100 (16 milioni di persone, per dire) che non dichiarano il voto (e molti di loro votano turandosi il naso), il consueto sondaggio del lunedì di SWG per La7, oltre a dichiarare i soliti FdI e PD in testa alla classifica delle preferenze, Fdi su di un punto, PD giù di un punto (difficile credere che da qui si passi là) regala cifre che ci lasciano perplessi.
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Ci lascia perplessi il 6,8% attribuito alla coalizione Azione/Iv che tutti gli altri sondaggisti danno a cifre più basse (e che secondo noi vale di più); ci lascia perplessi l’1,2% attribuito al partito di Di Maio che riteniamo valga meno; ci lascia perplessi il 3,2% attribuito a Italexit di Paragone. Ci lascia perplessi insomma, un far pendere la bilancia sondaggistica verso destra, un po’ troppo verso destra, come del resto tutta la classe dirigente dell’informazione italiana ha fatto dal giorno successivo alla trombatura di Draghi da parte del ricostituito, già fallimentare, governo gialloverde sotto forma di governo-ombra.
Perplessi anche da altre cifre, come i numeri di Lega, M5S e FI. Si ha la spiacevole sensazione, da osservatori indipendenti, che loro abbiano già deciso e che debba per forza andare così. Bisogna dimostrare loro che sono gli Italiani a decidere, e non loro. Questo nonostante Sallusti che mentre scriviamo sta decantando le lodi di Meloni ministra (2008-2011), nel governo dello spread al 522,11, affermando in soldoni che non sarebbe la prima volta che il Quirinale agisce contro chi ha vinto le elezioni. Che vergogna.
Metti che a Meloni non dispiaccia poi tanto che le affossino l’orribile legge elettorale Melonellum
Secondo le solite gole profonde parlamentari che spettegolano sempre su tutto, ma che nessuno mai sa chi siano,... →
(29 agosto 2022)
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