di Daniele Santi
Matteo Salvini torna su Twitter, mentre gli cascano in testa i sondaggi e la Lega gli frana sotto i piedi – per non parlare dell’esperimento Prima L’Italia – con Giorgetti che si lava le mani su qualsiasi decisione e dice “E’ Salvini il segretario”, e chiede a PD e M5S se “Quanto meritano la cittadinanza italiana queste giovani criminali? Per me la vedono con il binocolo!”.
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E Salvini torna sul carro della cittadinanza come merito e non come diritto sulla base di leggi certe e percorribili, non come certe leggi sull’Immigrazione di matrice leghista, e ricomincia con l’antico adagio del soffiare sull’odio sociale, sulla disunità sociale e il risultato che avrà sarà quello di scatenare ancora più tensioni di quanto non ce ne siano già. Con i pochi argomenti che ne caratterizzano l’agire politico Salvini deve postare un video dove una ragazzina viene aggredita a Riccione da una baby gang.
Sulla base del ragionamento salviniano questo paese dovrebbe dunque togliere la cittadinanza anche agli Italiani che ammazzano le mogli, e su queste questioni Salvini si sgola molto meno; sulla delicata questione è intervenuta la ministra Lamorgese che ha sottolineato come il fenomeno della baby-gang non possa “essere circoscritto a un problema di integrazione degli stranieri per la semplice ragione che non di rado queste bande giovanili sono formati da soggetti autoctoni” – ragionamento complesso che Salvini non vuole affrontare in questi termini politicamente invisi al suo elettorato. Per Lamorgese “la risposta delle istituzioni non può limitarsi ad un intervento puramente repressivo ma deve orientarsi anche verso la prevenzione, con adeguate politiche di riduzione del disagio sociale e di promozione di una cultura del rispetto”.
Il tweet di Salvini dimostra con una certa chiarezza quanto ritenga importante formare, con la politica e gli interventi sociali, la promozione di una cultura del rispetto.
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(6 luglio 2022)
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