di Giancarlo Grassi, #Lopinione
Le Sardine corrono in soccorso del PD o come hanno dichiarato in un comunicato stampa, andranno al Nazareno non come Sardine, ma come semplici cittadine, attivisti, militanti di altri partiti, lavoratrici, disoccupati, antifasciste, femministe, pensionati e disillusi. Ovvero come Sardine. Che son sempre state quella roba lì e per questo erano forti.
L’intento delle Sardine è quello di essere al Nazareno sabato alle 12 per essere lì come “quelle stesse persone che riempivano le piazze un anno fa. Un corpo eterogeneo come è l’elettorato di un partito che dovrebbe rivolgersi anche a noi ma la cui voce spesso non arriva oltre le stanze dei bottoni”.
Il sospetto che si tratti di un endorsement secondo noi politicamente poco condivisibile e anche poco utile, rientra nella categoria della opinioni come da rubrica dedicata. Crediamo che le dimissioni di Zingaretti rispondano a qualcosa di differente rispetto a ciò che ufficialmente è stato comunicato e toccherà stare a vedere come andranno effettivamente le cose. Se le cose andranno nella direzione di una sfida Bonaccini-Orlando alle Sardine e non solo a loro, toccherà fare sentire con forza una voce determinata e univoca. Il PD di Orlando rischia di essere ancora più sordo di quanto non denuncino le Sardine oggi. E non serviranno solo apparecchi acustici, ma parole forti che scuotano quest’elefante immobile di immobili burocrati. Serviranno Sardine Urlanti, da non scambiare con una pericolosa variante genetica.
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