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Dario Franceschini: se cade il governo si va al voto. Conte contro Salvini “e ce la giochiamo”

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di D.S. #PD twitter@gaiaitaliacom #ItaliaViva

 

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Continuano le scaramucce al governo (e confessiamo di avere visto un Di Maio molto preoccupato, ospite da Fabio Fazio il 20 dicembre scorso) e dopo l’uscita di Ettore Rosato che ha detto a chiare lettere di ritenere che “la maggioranza non c’è più”, affermazione la cui forza è direttamente subordinata alle risposte che Italia Viva pretende di avere da Conte – e questo sondaggio, per quel che vale, una certa risposta la dà – non poteva mancare la risposta del PD.

Ci pensa un azionista di peso come il ministro Franceschini a rispondere a muso duro a Italia Viva: “Se c’è crisi di governo si va al voto, Conte contro Salvini e ce la giochiamo”, nel mazzo di carte della partita a poker una “lista del Premier, una lista di sinistra e il M5S”, secondo quanto scrive il Corriere. Il punto è che non c’è in gioco il Governo, c’è in gioco l’elezione del Capo dello Stato e per ora estrema destra e centro-sinistra sono pari, più o meno. A Franceschini questa cosa non piace, così come parrebbe non piacergli ciò che cornacchie di corridoio definiscono “il grande bluff di Renzi” che ritiene, dicono le cornacchie, che non si andrà mai al voto anticipato proprio perché c’è il Quirinale di mezzo – ovvero l’elezione del successore di Mattarella.

FranceschiniRenzi non si amano per niente, politicamente parlando, e a Franceschini non può sfuggire che una coalizione formata da Italia VivaAzione+ Europa potrebbe essere tutt’altro che insignificante per gli equilibri parlamentari a meno che non abbia già deciso, o non stia pensando di far notare che, appoggiare Carlo Calenda nella sua corsa al Campidoglio vorrebbe dire toglierselo dai piedi nella partita a scacchi con Renzi.

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Il Matteo di Italia Viva continua ad alzare i toni. Finirà con lo sgolarsi. Su alcuni punti non ha certo torto, ma non ha ragione su tutto ciò che dice. E lui, meglio di noi e di chiunque altro, sa che per essere lì quando la pandemia sarà passata – quando riprenderanno i giochi, quando toccherà ripresentarsi come il nuovo- tocca togliersi dai piedi oggi e qualche maniera bisogna pur trovarla. Per lui è la crisi di governo, per altri sono le elezioni. Insomma tutti lì a pettinar le bambole con l’odore di plastica bruciata che è fastidiosissimo?

Chiedano a Pierluigi Bersani se è il caso di giocare col fuoco o no. Chiedano anche dell’effetto Churchill, una roba nota ai politici di rango. Vedrete che lui si mette lì e ve lo spiega. Ma non a Renzi, lui quella roba lì la sa già. E gioca sempre sul filo del rasoio.

 

(21 dicembre 2020)

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