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O di come a “quella brava” riuscì la Torino sul binario morto

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E le Olimpiadi no, e finiscono da un’altra parte. E il Salone del Libro così no, e finisce a Milano. Mancava solo la TAV, perché non ci possono essere le Tre Grazie se sono solo due: così la Sindaca quella brava che finita la spinta della giunta precedente ha combinato solo niente e quel niente assai male, si ritrova oggi – 29 ottobre – alle prese con una Torino che non la vuole più tra i piedi. La Torino che produce, che fa affari, che contribuisce alla crescita economica; la Torino che conosce le leggi e come esse funzionino anche a beneficio dei Cittadini.

Gli ultimi a dire basta sono stati commercialisti, notai e avvocati che attraverso i presidenti dei relativi ordini professionali, invisi al grillismo perché rappresentanti di gente che le cose le sa perché le studia e non perché se le inventa, hanno preparato una durissima lettera di sostegno e condivisione alla protesta dei nove leader delle associazioni imprenditoriali – industriali, commercianti, artigiani e costruttori – che oggi protesteranno in Sala Rossa contro l’Appendinico documento che che farà di Torino un comune No Tav.

Ecco così che la sindaca quella brava riesce dove nessuno è riuscito prima di lei: inimicarsi tutta la città in meno di due anni ed avere contro tutte le categorie produttive. Anche dalle piccole cose si vede in destino dell’immortale. Quell’immortale che quando c’è una decisione importante da prendere non è mai in città, tanto lei compie coi suoi doveri di Sindaca facendosi vedere ai Gay Pride, per la gioia del suo assessore alla Famiglia. Quella brava non è presente essendo a Dubai a cercare di convincere gli investitori [sic] a puntare sul nulla che lei rappresenta e gestisce, perché quella brava nel momento dei casini – vedi i 1527 feriti di piazza Castello – rinuncia ad esserci.

Tanto ormai Torino sul binario morto c’è già finita.

Per colpa sua. E per responsabilità di coloro che votano con la pancia senza stare ad ascoltare con la testa, ora Torino è una città che non vuole la TAV e la giunta votata con la pancia perché “bisognava cambiare” e non importava come, ha dimostrato ai suoi elettori che della città che gli è stata consegnata sulla fiducia [sic] non può importargliene di meno. Loro vogliono distruggere l’esistente. Di come si costruisce non hanno idea.

 




 

(29 ottobre 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




 

 

 

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