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Con le “parlamentarie” inaugurato il primo concorso pubblico per deputati della storia d’Italia

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di Daniele Santi #Politica twitter@gaiaitaliacom #Elezioni2018

 

 

Così l’Italia ha assistito nei giorni scorsi al primo grande concorso pubblico nazionale per deputati della sua triste e patetica storia politica: alcune migliaia di iscritti, c’è chi dice diecimila, tutti desiderosi di sottoporre le loro candidature per l’ambito posto di parlamentare rappresentante [sic] dei cittadini, per la modica cifra di circa 14mila euro al mese, mesi legislatura 60 se tutto va bene, totale stipendi per l’intera legislatura attorno ai 700mila euro. Gli accalcantisi allo schermo del loro computer per inoltrare la loro domanda di possibile assunzione attendono ora trepidanti una risposta: non importa loro se dovranno lasciare 300 euro al mese per il bene della causa ai loro capi, no. La possibile assunzione è allettante, prestigiosa, pubblica e permette di diventare qualcuno. Oltre che di guadagnare un pacco di quattrini.

E’ il primo esperimento mondiale di politica dal basso, strutturato come un concorso pubblico per la ricerca di un impiego statale; anche questo, come ogni impiego statale, è pagato con soldi pubblici e pubblici soldi saranno gli stipendi erogati. Stiamo assistendo al giochino del chi vuol fare il politico e sedersi al parlamento?, al quale gli aspiranti potenti abboccano come i disoccupati sognatori che fanno la fila per i talent anziché cercarsi un lavoro. Ora la fregola della celebrità è toccata agli aspiranti governanti. Non importano preparazione, curriculum, cultura politica, cultura generale, maneggiare i verbi o i mazzi, basta armarsi di computer ed aspettare il lancio del concorso pubblico per aspirante ministro a spese del contribuente italiano, quindi si spera che gli Dei della Sacra Setta scelgano proprio “te”. Poi si tratterà di aspettare con ansia la firma della scrittura privata che istituirà i famosi 100mila euro di multa per chi tradisce, inesigibili, lo sanno anche loro, e via eccoli preparati alla corsa verso la favolosa poltrona del potere agognato che altri usurpatori, quelli della casta odiata, hanno illegittimamente occupato per decenni. Ora, finalmente, grazie al concorso pubblico per aspiranti deputati e senatori pagati coi soldi di tutti e scelti democraticamente [sic] grazie al non si sa cosa succede dietro a uno schermo da pc la maledetta casta è sconfitta e ha riaperto il Circo Massimo.

Mai più potrà l’appartenente alla casta odiata maneggiare la politica, ci penserà il nuovo arrivato incolto e cialtrone. A perpetrarla.




 

(4 gennaio 2018)

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