Roma
cielo sereno
16.7 ° C
17.1 °
15.8 °
66 %
1kmh
0 %
Mar
17 °
Mer
17 °
Gio
17 °
Ven
18 °
Sab
15 °

POLITICA

Pubblicità

ALTRA POLITICA

Pubblicità

ESTERI

Pubblicità
HomeCopertina“I fiori del male”: a Rimini mostra foto-documentaria racconta le donne internate...

“I fiori del male”: a Rimini mostra foto-documentaria racconta le donne internate in manicomio durante il periodo fascista

Pubblicità
GAIAITALIA.COM NOTIZIE anche su TELEGRAMIscrivetevi al nostro Canale Telegram
GAIAITALIA.COM NOTIZIE su WHATSAPPIscrivetevi al nostro Canale WHATSAPP

di Gaiaitalia.com #Rimini twitter@gaiaitaliacomlo #Fotografia

 

 

Ti potrebbe interessare:

Quando la Germania tagliava il debito all’Austria

Leggi l'articolo →

Una mostra per dare voce e umanità a quelle donne – figlie, madri, mogli, spose, amanti – estromesse e marginalizzate dalla società fascista. Si intitola “I fiori del male” l’esposizione fotografica-documentaria promossa dall’associazione Rompi il silenzio Onlus che sarà inaugurata sabato 16 dicembre alle 10 al Palazzo del Podestà e dedicata a un tema difficile e delicato come le donne ricoverate in manicomio durante il Ventennio.

Durante il periodo fascista si ampliarono i contorni che circoscrivevano i concetti di emarginazione e di devianza e i manicomi finirono con l’accentuare la loro dimensione di controllo e di repressione. Tra le maglie delle istituzioni totali rimasero imbrigliate anche quelle donne che non seppero esprimere personalità adattate agli stereotipi culturali del regime o non assolsero del tutto ai nuovi doveri imposti dalla “Rivoluzione Fascista”. L’intento dei curatori della mostra Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante è di raccontare le storie di queste donne a partire dai loro volti, dalle loro espressioni, dai loro sguardi in cui sembrano quasi annullarsi le smemoratezze e le rimozioni che le hanno relegate in una dimensione di silenzio e oblio.

Alle immagini sono state affiancate le parole: quelle dei medici, che ne rappresentarono anomalie ed esuberanze, ma anche le parole lasciate dalle stesse protagoniste dell’esperienza di internamento nelle lettere che scrissero a casa e che, censurate, sono rimaste nelle cartelle cliniche. Il manicomio, in questo senso, è stato un osservatorio privilegiato dal quale partire per analizzare i modelli culturali che hanno storicamente contribuito a costruire la devianza femminile e che durante il Ventennio furono ideologicamente piegati alle esigenze del regime. Il lavoro di ricerca e di valorizzazione condotto su questi materiali ha permesso così di recuperare una parte fondamentale della nostra memoria e di restituirla alla collettività.

La mostra – promossa da Rompi il silenzio in collaborazione con il Comune di Rimini e con il contributo di Vulcangas – è realizzata dalla Fondazione Università degli Studi di Teramo in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Teramo e l’Archivio di Stato di Teramo. La mostra ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero per i Beni e le attività culturali, oltre che della Regione Abruzzo.

La mostra sarà aperta al Palazzo del Podestà (1° piano) fino al 6 gennaio dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Ingresso gratuito.




(14 dicembre 2017)

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 



 

 

Iscrivetevi alla nostra newsletter (saremo molto rispettosi, non più di due invii al mese)

Torino
pioggia moderata
5.1 ° C
6.7 °
4.8 °
91 %
1kmh
75 %
Mar
9 °
Mer
10 °
Gio
10 °
Ven
10 °
Sab
7 °
Pubblicità

LEGGI ANCHE