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Raggi la Favolosa chiede più poteri per Roma: quello che non fa non le basta

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di G.G., #Roma

 

 

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La Sindaca che è sempre colpa di qualcun altro, colpe che sono parte di una lunga, colpevole ed infinita copula che si ripete dai tempi di Nerone, avrebbe scritto una lettera al responsabile dello Sviluppo Economico del governo Gentiloni chiedendo maggiori poteri per Roma. Lo scrive il quotidiano La Stampa.

La Sindaca Raggi, evidentemente stanca di non fare nulla con i pochi [sic] poteri che ha, chiede di poterne avere di più per gestire il non far nulla con più poteri e grazie a quei nuovi poteri fare ancora meno, perché il M5S il potere lo vuole per il gusto di averlo, non per usarlo a beneficio dei cittadini. La risposta di Calenda è di quelle che ti aspetti, a meno che non appartieni a Grillology, e dice: “La situazione del tavolo Roma sta rapidamente superando la soglia del ridicolo. Dal 21 settembre scorso, giorno in cui abbiamo inviato la prima lettera per l’avvio del tavolo, cerco di parlare con la sindaca di Roma in merito al lavoro preliminare da svolgere in vista della riunione fissata il 17 ottobre (…) ritengo urgente incontrare la sindaca nelle prossime 48 ore per verificare la reale disponibilità a proseguire nel percorso”. Non è difficile immaginare che dietro la richiesta della Sindaca Telecomandata ci sia lo zampino della Sacra Setta della Diarchia Grillo & Casaleggio.

La lettera di Virginia Raggi dell’Incompiutezza inviata a Calenda si sofferma sulla necessità di “una semplificazione normativa e amministrativa”, perché scoprire l’acqua calda è ciò che fa la Sindaca di Roma a capo della Giunta che dimentica i bandi o li presenta in ritardo, quindi delira di garantire una “dignità istituzionale adeguata alla capitale del Paese (…) un’azione diretta e più efficace dell’ente nei confronti di tutti i soggetti che operano sul territorio” di una città “destinataria di politiche di medio e lungo periodo, non limitando il tavolo di rilancio a passi operativi a breve” (guarda da che pulpito, ndr) o “al circoscritto ambito del piano industriale per Roma”, perché lavorare per fare in modo che un territorio con cinque milioni di persone abbia un piano industriale che consenta di riprendere a produrre è, evidentemente, per la Sindaca che vive di stipendio con soldi pubblici, un fatto di secondaria importanza.

L’incontro con Calenda, a dio piacendo, è fissato per il 17 ottobre e il responsabile dello Sviluppo Economico del Governo si augura che non sia solo una “perdita di tempo“.  Cosa impossibile. Perché si sta parlando di un incontro con la Sindaca che ha rivoltato Roma come un calzino mica con la Sindaca che prometteva funivie, pannolini lavabili e sesterzi…





(5 ottobre 2017)

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