Roma
cielo sereno
11 ° C
12 °
9.9 °
82 %
1kmh
0 %
Mar
17 °
Mer
17 °
Gio
16 °
Ven
17 °
Sab
15 °

POLITICA

Pubblicità

ALTRA POLITICA

Pubblicità

ESTERI

Pubblicità
HomeCopertinaLega, Bossi, Salvini, vergini, martiri e un po' di soldi

Lega, Bossi, Salvini, vergini, martiri e un po’ di soldi

Pubblicità
GAIAITALIA.COM NOTIZIE anche su TELEGRAMIscrivetevi al nostro Canale Telegram
GAIAITALIA.COM NOTIZIE su WHATSAPPIscrivetevi al nostro Canale WHATSAPP

di Giovanna Di Rosa, twitter@gaiaitaliacom

 

Ti potrebbe interessare:

Genova, nuovo servizio Taxibus I29

Leggi l'articolo →

 

Matteo Salvini non ha niente a che fare con i 48 milioni che la Lega deve restituire come ordinato da una sentenza del Tribunale di Genova, tutto quello appartiene al passato e Matteo Salvini è vergine senza peccato e pure martire. Anche se un po’ di quei soldi parrebbe averli usati anche lui.

E’ quanto afferma l’Espresso secondo un articolo, uno stralcio del quale riportiamo di seguito, che racconta invece come di quei soldi probabilmente Salvini ne sapesse più di quanto racconti ora.

Ti potrebbe interessare:

Il Premio America della Fondazione Italia US l’11 ottobre presso la Camera dei Deputati

Leggi l'articolo →

 

Se è vero che negli ultimi anni molto è in effetti cambiato all’interno del Carroccio, c’è qualcosa che è rimasto segretamente invariato. Roberto Maroni preferisce non dirlo, Matteo Salvini lo nega categoricamente. Insomma, gli eredi del Senatùr sostengono di non aver visto un euro di quegli oltre 48 milioni rubati da Bossi e Belsito. «Sono soldi che non ho mai visto», ha scandito di recente l’attuale segretario federale commentando la decisione del Tribunale di Genova di sequestrare i conti correnti del partito dopo la condanna per truffa di Bossi.
I documenti ottenuti da L’Espresso dimostrano però che esiste un filo diretto tra la truffa firmata dal fondatore e i suoi successori. Tra la fine del 2011 e il 2014, infatti, prima Maroni e poi Salvini hanno incassato e usato i rimborsi elettorali frutto del reato commesso dal loro predecessore. E lo hanno fatto quando ormai era chiaro a tutti che quei denari rischiavano di essere sequestrati.
Per scoprire i retroscena di questo intrigo padano bisogna tornare al 5 aprile del 2012. E tenere a mente le date. Quel giorno, a poche ore dalla perquisizione della Guardia di Finanza nella sede di via Bellerio, a Milano, Bossi si dimette da segretario del partito. È la prima scossa del terremoto che sconvolgerà gli equilibri interni alla Lega.

 

Fermo restando che preferiremmo che non ne sapesse nulla, e siamo del tutto (o quasi) certi che sia così, ci chiediamo quando, in questo mondo di raccattapalle trasformati in politici equilibristi, qualcuno deciderà di essere onesto sul serio, magari con una frase tanto semplice come: “Sì, ho sbagliato”.




(2 ottobre 2017)

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 



 

Iscrivetevi alla nostra newsletter (saremo molto rispettosi, non più di due invii al mese)

Torino
cielo coperto
6.5 ° C
8.4 °
5.9 °
76 %
1.6kmh
99 %
Mar
9 °
Mer
9 °
Gio
10 °
Ven
10 °
Sab
7 °
Pubblicità

LEGGI ANCHE