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“Giustappunto!” di Vittorio Lussana: Lettera aperta a Roberto Romanella, presidente del Municipio VI di Roma

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di Vittorio Lussana  twitter@vittoriolussana

 

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Gentilissimo presidente, al fine di ricorrere a modalità diplomatiche corrette e consapevoli, Le chiediamo cortesemente, nella sua veste di presidente del VI Municipio della capitale d’Italia, di regolarizzare in via definitiva la situazione relativa alla struttura di via Amico Aspertini n. 393 in Roma, che attualmente ospita il centro antiviolenza ‘Marie Anne Erize’. L’assegnazione diretta, decisa dalla Giunta municipale presieduta dall’ex presidente Scipioni, venne infatti presa in emergenza per via dello sfratto esecutivo intervenuto presso le sedi della Sirio ’87, che aveva ospitato il centro sino al termine del 2013 e che il Comune di Roma, stando a quanto ci risulta, ha venduto a privati nell’ambito delle procedure di cosiddetta ‘cartolarizzazione’ delle proprietà pubbliche. Quella decisione comportò, per le ragazze del centro antiviolenza di Tor Bella Monaca, due anni di appelli, raccolta di firme e incontri con i più alti vertici politici nazionali, compreso il Quirinale. Inoltre, gli stabili di via Amico Aspertini n. 393, assegnati in emergenza, sono attualmente privi di riscaldamento, poiché la caldaia risulta danneggiata sin dal primo inverno, trascorso dalle ragazze “al freddo e al gelo”, come si suol dire in questi casi. Pertanto, la regolarizzazione tramite bando pubblico di assegnazione, autorizzazione o concessione amministrativa, quale essa sia, potrebbe persino risultare utile a rendere maggiormente agibili i locali in oggetto, poiché funzionale a ridurre le spese di consumo del centro stesso, dovute alle ‘stufette’ elettriche con le quali le ragazze si sono dovute ‘arrangiare’ nel corso degli ultimi due inverni. Le ribadiamo, inoltre, che il lavoro svolto dalle donne di Tor Bella Monaca, con le loro idee di sartoria solidale e di biblioteca per bambini, è stato a dir poco esemplare per correttezza, trasparenza e spirito d’iniziativa, al punto da ricevere premi e riconoscimenti di livello nazionale e internazionale: gli 8 mila volumi raccolti dalla biblioteca provengono, in buona parte, da una donazione ricevuta dall’Ambasciata della Repubblica di Argentina in Italia, mentre il progetto di sartoria solidale è stato sostenuto dalla Fondazione francese ‘Up’, azienda multinazionale molto attiva in tutta Europa per il proprio impegno sociale, tramite finanziamento consegnato direttamente nelle mani della presidente del centro antiviolenza, signora Stefania Catallo, innanzi a diplomatici di ‘prima fascia’ e ad altri testimoni autorevoli presso l’Ambasciata di Francia in piazza Farnese, a Roma. Ciò a sottolineare l’impegno concreto di un gruppo di donne che, superate le proprie non semplici vicissitudini personali, si sono aiutate tra loro al fine di svolgere una preziosa attività di recupero sociale, per se stesse e per i loro figlioli, i quali, in questi anni, proprio nei vani destinati alla biblioteca hanno potuto studiare e fare i compiti fuggendo da situazioni estreme di violenza privata, spesso negate per pure motivazioni ideologiche di difesa apologetica della famiglia. La preghiamo pertanto, con il massimo della cortesia possibile, di tenere presenti le circostanze appena descritte e di individuare una soluzione praticabile alle esigenze del gruppo di donne del centro ‘Marie Anne Erize’, operanti in un territorio difficile, assai ampio e popoloso, che possiamo paragonare a una città di media grandezza del nostro Paese. L’occasione è ovviamente gradita per inviare cordiali saluti e sentiti ringraziamenti.

 




 

(23 marzo 2017)

 

 

 

 

 

 

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