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Eccoczi qua che torna il Natale o dio che bello. La festa de la famiglia, la festa de i bambini, la festa de i regali e a festa de la trediczesima che te l’han data per fartela spendere subito e tè sei anche contento. Va mo’ là. Eccoczi qua che torna il Natale o dio che bello che cz’han anche dato le Unioni Czivili ghèi e lèsbiche e adesso posiam scanarczi per Natale come han sempre fatto tutte le altre famiglie. Siam ben contenti di quella cosa lì noi (voi?) che in un mondo dove non si vuol più sposar nesuno, cz’abiam scoperto il fàsino de l’Unione. Sopratutto se il moro o la morosa non cze l’habiamo (anche se si scriverebbe con due “b” e senz’acca). Perchè se lui (o lei) il moroso (o la morosa) non cze l’hanno è colpa del matrimonio egvalitario che non cze l’han dato, micca che magari czi son anche de le altre ragzioni. Insomma così va il mondo nel mondo del Natale o dio che bello. Qua dove sto io cz’eran gzià i panetoni fuori la prima setimana di novembre a una montagna d’euri, che dopo il 6 gzenaio te li tiran dietro e fan le oferte o che bàun al panetàun a 1 euro l’uno. Io quest’anno non ho fatto neanche l’albero che son vecchia e mi stanco, mo’ è venuto Aziz che è il figlio del viczino marochino e m’ha detto che l’albero lo dovevo fare che anche se stavo da sola così almeno il gatto gziocava con le palle e si divertiva e non cz’aveva micca tutti i torti, mo’ se il gatto poi l’albero me lo tira gziù chi m’aiuta a mè con l’altrosi e tutti i càncheri che cz’ho nella budriga*. Così che gnente! Anche quest’anno con il Natale o dio che bello czi sentiremo tutti buoni per 48 ore e poi tutto come prima, con la diferenza che saremo stati lì un po’ a pensare che “Davero, amica. Cz’è un’ingziustizzia nel mondo che non cz’è pace e mè e tè qua a mangziare il panetone e riempirczi la panczia”.
Ecco, cz’abiam pensato. E bàuni fèsti e felicze 2016!
*budriga = pancione, per i non addetti al purismo del Lurida-linguaggio
(21 dicembre 2016)
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