di Daniele Santi
La #LeggeElettolale e i lefusi del Glillo (nelvosismo da flanchi tilatoli)
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La Legge sulle Unioni Civili ci porta anche notizie come quella di Margherita, malata terminale, che grazie ad una formulazione d’urgenza, ha potuto celebrare la sua Unione Civile il 27 luglio scorso, unione che verrĂ annotata tra una decina di giorni sul registro definitivo delle Unioni Civili. I rivoluzionari da social che sono stati rivoluzionari da bar che sono stati rivoluzionari falliti e tali (falliti) rimarranno, hanno avuto tanto da ridire sulla CirinnĂ : hanno parlato di “porcata”, di “coppie di serieB”, di “discriminazione”, prontamente seguiti dalle troppe galline starnazzanti che si sentono Regine dominando una trentina di iscritti, quando va loro bene, in una qualche inutile ed autoreferenziale associazione LGBT sparsa in giro per lo Stivale (col tacco. Contente?)… Speriamo che costoro, se non troppo impegnate a farsi belle per la prossima uscita pubblica, magari all’interno di qualche sala della Camera dei Deputati che tanto contestano, ma che le fa sentire così chic, o dentro qualsiasi altra aula comunale, riflettano sul fatto che la Legge attualmente in vigore, con tutti i suoi difetti e limiti – bisogna sempre fare i conti con il luogo in cui si vive e con il valore delle persone che dicono di impegnarsi per migliorarlo, quel luogo – ha permesso la realizzazione del desiderio di una donna come Margherita che sta combattendo la sua battaglia piĂ¹ importante. GiĂ che ci sono riflettano anche sui danni che il loro scellerato agire ha procurato, procurerĂ , alle tantissime associazioni che seriamente lavorano per cambiarlo questo mondo così pieno di ingiustizie dove le ingiustizie le commettono sempre gli altri. Tutto il resto, le opinioni personali delle Principesse del Movimento, i deliri digitati su una tastiera (certo! anche questa inutile opinione!), il protagonismo, i giudizi su cose che non si conoscono, il firmare comunicati stampa sgrammaticati su questioni risibili, il trasgredire, il giudicare ed il continuare a pensare di essere discriminati (lo diciamo sempre, spesso non è discriminazione, è che vi rendete insopportabili!), l’incapacitĂ di leggere i tempi perchĂ© si pensa sempre soltanto a noi stessi, non contano nulla. PerchĂ© la vita di tutti è sempre la cosa piĂ¹ importante. Ed ogni provvedimento che renda migliore la vita di qualcuno, anche solo di una persona, in realtĂ ha cambiato la vita di tutto un mondo. Ora insultateci.
(28 luglio 2016)
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