di Giovanna Di Rosa
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Il partito chavista del presidente Nicolas Maduro, ex tassista assunto agli onori della politica su indicazione – pare – dello scomparso Hugo Chavez e presidente incapace come pochi se ne sono visti negli ultimi lustri, ha perso le elezioni nonostante intimidazioni, omicidi di candidati dell’opposizione e minacce più o meno velate. Nicolas Maduro ha riconosciuto la sconfitta in diretta televisiva, ma è proprio ora che il chavismo è più pericoloso.
Secondo la commissione nazionale elettorale (Vne) la coalizione unitaria dell’opposizione Mud ha ottenuto almeno 99 seggi, contro i 46 dei chavisti. Con 19 seggi ancora da assegnare è possibile che all’opposizione vadano i tre quinti del parlamento, risultato che lascerebbe a Maduro ben poca possibilità di manovra.
Le parole di Maduro in televisione sono state di circostanza: “Siamo venuti qui con la nostra morale, la nostra etica e riconoscere questi risultati contrari, ad accettarli e a dire al nostro Venezuela che ha trionfato la Costituzione e la democrazia”. Ora l’opposizione si prepara a governare e dovrà tenere gli occhi aperti.
(7 dicembre 2015)
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