di Giancarlo Grassi
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Alla fine bisognerà arrendersi all’evidenza: ad abbattere l’aereo russo con a bordo più di 200 persone (tutte morte) potrebbe davvero essere stata una bomba. Piazzata dall’Isis, secondo prima rivendicazione e seconda rivendicazione, anche se Al Jazeera e Cnn non ci credono.
Ci credono invece fonti dell’intelligence europea e statunitense, se diamo retta a ciò che hanno dichiarato a Reuters, cioè che le rivendicazioni dello Stato Islamico dello scorso mercoledì dove si diceva anche che avrebbero spiegato in che modo avevano piazzato la bomba, potrebbero essere vere. Le stesse fonti ci tengono però a sottolineare che non si è giunti a nessuna conclusione definitiva.
Ciò che è certo è la continua battaglia dell’Isis contro le forze armate egiziane per il controllo del Sinai e che il presidente egiziano, Generale Al Sisi, si incontrerà con alcune diplomazie occidentali, perché anche lui dovrà convincersi che di attentato si è trattato, se sarà dimostrato contro ogni ragionevole dubbio.
L’Isis dimostra quindi di perseguire con determinazione l’obbiettivo della destabilizzazione psicologica di ogni simbolo di benessere e potere occidentale “infedele”: la ricchezza, la libertà, i diritti individuali, il denaro. Mentre cresce oscenamente la sua ricchezza grazie al petrolio venduto clandestinamente ed al traffico di reperti antichi (per questo distruggono le vestigia) ed in una perversa strategia offre caramelle ai bambini per festeggiare l’abbattimento dell’aereo russo, l’Isis dimostra di essere una raffinatissima macchina di terrore e destabilizzazione. Anche se colpire Putin potrebbe non essere proprio la migliore della idee, ma solo la più inquietante.
(5 novembre 2015)
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