di Daniele Santi
Secondo quanto denunciato da Human Rights Watch, mercenari dello Stato Islamico hanno assassinato deliberatamente e senza apparente motivo, se non il loro essere sciiti e non sunniti, 600 uomini prigionieri delle carceri di Mosul, nello scorso giugno. L’organizzazione ha raccolto le testimonianze di alcuni sopravvissuti.
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →

“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
I fatti sono accaduti lo scorso 10 giugno e sono stati raccontati all’organizzazione per i diritti umani da 15 sopravvissuti, i cui nomi sono tenuti rigorosamente segreti, che hanno denunciato come i mercenari dell’Is abbiamo obbligato i prigionieri Sciiti – ma tra loro c’erano anche Curdi e Yezidi – ad uscire dalle carceri li abbiano fatti inginocchiare ed abbiano cominciato a sparare con armi automatiche, da dietro le loro spalle, uccidendoli quasi tutti (più di 600) e lasciando solo 15 sopravvissuti.
I mercenari dell’Isis hanno caricato le loro vittime su camion per farli poi scendere a circa due chilometri dalla prigione, dove le esecuzioni sono state portate a termine.
La crudeltà di questi animali travestiti da esseri umani che prendono a prestito una religione per la loro barbarie davvero non conosce limiti.
(31 ottobre 2014)
©gaiaitalia.com 2014 diritti riservati riproduzione vietata
