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L’appello di No Pasdaran contro Assadakah

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No Pasdaran 01di No Pasdaran

Su richiesta degli autori pubblichiamo per i nostri lettori l’appello del sito No Pasdaran contro la presenza di terroristi di Hezbollah in Italia.

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Eccolo di seguito:

Nuovamente siamo costretti a parlarvi di Assadakah, l’organizzazione sarda al servizio dell’Iran, di Bashar al Assad e, soprattutto, di Hezbollah. Come forse ricorderete, già nell’ottobre del 2013, abbiamo denunciato come Assadakah avesse invitato in Italia due terroristi di Hezbollah: all’epoca si trattava di Abdallah Kassir, allora direttore di al Manar, e Ammar al Mussawi, responsabile relazioni internazionali dell’organizzazione terrorista libanese. Il 24-25 ottobre prossimo quindi, in occasione di un evento dal titolo “Meeting Internazionale delle Politiche del Mediterraneo”, Assadakah replicherà invitando a Cagliari altri due terroristi di Hezbollah: questa volta si tratta di Ali Fayyad, membro del Parlamento libanese, parte del blocco filo Hezbollah e Ibrahim Farhat, attuale direttore di al Manar, il canale TV del “Partito di Dio”.

Il meeting organizzato da Assadakah, ovviamente, è solo una scusa per progandare l’ideologia di questa organizzazione, promotrice di una politica estera italiana in favore di regimi massacratori come quello di Bashar al Assad e dell’Iran. A tal fine va ricordato che, nei mesi in cui Bashar massacrava i civili siriani, Assadakah si prendeva cura di organizzare viaggi di giornalisti italiani in Siria, al fine di presentare loro la versione della storia promossa dal regime. Ecco allora che, in pochi mesi, Bashar al Assad si è lentamente trasformato da spietato massacratore, in potenziale partner per l’Occidente nella guerra ad Isis. Con il piccolo particolare che, senza i massacri portarti avanti da Assad e i Pasdaran contro i civili siriani e l’opposzione moderata, sicuramente oggi il fenomeno Isis non sarebbe mai giunto al livello attuale. Senza contare che, proprio dai terroristi di Isis, Bashar al Assad compra illegalmente il petrolio (guarda caso…).

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Ali Fayyad e Ibrahim Farhat, sono due esponenti di primo piano di Hezbollah che, in questi anni, hanno attivamente sostenuto i crimini di Assad e l’intervento di Hezbollah al fianco dei soldati siriani lealisti. Proprio l’intervento in Siria di Hezbollah e dei Pasdaran, vogliamo ricoprdarlo, è ciò che ha reso il conflitto siriano una vera e propria guerra tra sciiti e sunniti. L’arrivo di Fayyad, in particolare, dovrebbe preoccupare l’Italia: è stato proprio lui, lo ricordiamo, ad opporsi alla continuazione della missione Unifil 2, ove i soldati italiani fanno la parte del leone. Ibrahim Farhat, invece, è a capo di al Manar dal febbraio 2014: poco dopo essere stato nominato, Farhat si è recato dai sui padroni in Iran, ove ha incontrato anche i vertici dell’agenzia di stampa Tasnim News, la voce dei Pasdaran. Qui, per la cronaca, ha definito la Repubblica Islamica un “modello sublime”…la stessa repubblica che, in meno di un anno, ha impiccato oltre 900 esseri umani (e l’Italia, lo ricodiamo, è promotrice della Moratoria Internazionale contro la Pena di Morte).

Purtroppo al meeting di Assadakah prenderanno parte anche diversi rappresentanti di primo piano del giornalismo e della politica italiana: tra loro Alberto Negri, Toni Capuozzo, il Senatore Tonini (Pd), il Deputato Erasmo Palazzotto (M5S) e Massimo Zedda (Sindaco di Cagliari). A tutti loro chiediamo di ripensare la loro partecipazione al Meeting promosso da Assadakah. La lotta contro Isis e il jihadismo sunnita in Medioriente, infatti, non può giustificare il sostegno ad organizzazioni che, attivamente, promuovono la cooperazione con i terroristi della sponda opposta, ovvero i sostenitori di Hezbollah, Assad e dei Pasdaran. Si tratta di organizzazioni e regimi che, attivamente, hanno promosso una vera e propria jihad sciita in Medioriente, colpevole di innumerevoli massacri contro donne e bambini e prima causa del fenomeno dei milioni di rifuguati siriani nel mondo! Sostenere le idee di Assadakah, quindi, non favorirà sicuramente un Medioriente stabile, ne promuoverà quella riconciliazione di cui la regione ha bisogno. Al contrario, si continueranno a promuovere la lotta fratricita all’interno dell’Islam e le idee di odio verso l’Occidente che, la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, tutti i giorni diffonde.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(21 ottobre 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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