di La Lurida twitter@LaLurida
Quindi andremo a votare e prima le primarie e che due maronie poi le elezioni e che due maroni e poi la solita solfa e che due maroni, che insomma, sicome noi qua a Imola anche se non sembra dal’aczento facziam poi parte de l’Emiglia Romagna anche noi, czi toccherà bene andare a votare. Io chi voto? Mo’ saran poi cazzi miei, amica, che io non son micca qua a dirti che voto quello o quel’altro che non so neanche chi son i candidati di precziso che fino adesso li han pubblicati solo i pentasteluti i loro can-didati che già apaiono in tutto il loro splendore di dichiarazioni insulse, insulse perchè sapiam gzià che sicome son purisimi con cziò che ritengon merda non czi si mischiano, quindi tanto casino per gnente. Seguissero quel che suczede a Pèrma, mo staremo a vedere.
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Mo’ non son micca qua per fare della cronaca politica che non son micca buona a farla ‘sta roba qua, che io son La Lurida micca La Gruber (che chisà come sta che non czi dormo la notte, su Lilli, dicczi ben qualcosa che La7 non è micca la stessa senza guardarti tè mentre czeno alle otto e mezza che Mentana cz’avrà anche del fâsino mo’ tè sei un’altra cosa Lilli), faczevo solo due riflessioni così domenicali, dicziamo, che se le legzete anche di lunedì era poi lo stesso, perchè io le ho scritte di domenica.
Cz’ho un po’ l’impresione che anche l’Emiglia Romagna dove tutto si muove perché tutto resti imobile, dove si fa un sacco di roba perché tutto rimanga com’è: paludatino, falsino, bugziardino, provincialino, con l’aroganza e le prosopopee che son tutto un provinczialismo di merrrda e le signorotte con le peliccze e i capi firmati e le vacanze alle seiczelles che fanno i mutvi per pagarsele le sborone, sarebbe anche ora – diczevo – che quell’Emiglia Romagna lì – che è un posto di merda che ormai czi morirò, mo’ le cose van anche dette, che in questo posto qua che tutti son cordiali e amiconi si muore di solitudine e se vai in un bar e sei fuori dal coro ti guardano che ti tirano i cancheri coi rampini (rampino=uncino) che se ti viene un ictus il gziorno dopo sai chi incolpare, tutti cordiali e trasparenti come la nebbia, busoni de la mia minchia che se me la tagliavo era melio – sarebbe anche poi ora che saltasse per aria.
Micca in senso fisico, in senso politico: con il candidato del pidi che a 45 anni sembra un uomo di otanta e quel’altro che s’è ritirato per un busillis della procura che fa la politica perchè cz’ha un bel faczino…
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
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Ecco questa trans che ormai è sulla via della putrefazione vi consiglierebbe di sporcarvi le mani e lavorare perchè oltre a lasiare tutto com’è faczendo finta di cambiare, quella regzione lì dove czi abito e cz’ho fatto i soldi (con il lavoro onesto delle mie zone basse) faczesse anche qualcosa per cambiar sul serio, anche le mentalità dicziamo, che son riusiti ad essere egoisti e czialtroni anche davanti al teremoto.
Ché dioscapato non si impara mai gnente!
(21 settembre 2014)
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