Pubblichiamo lo stralcio di un’interessante articolo pubblicato da Gaynet.it a firma di Simone Alliva sulle ultime, raccapriccianti questioni legate ai diritti delle persone gay e lesbiche italiane. Il seguito dell’articolo è leggibile sulle pagine di Gaynet.it al link in chiusura di pagina.
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
Che il Partito Democratico abbia deciso di affossare anni di lotta LGBT appoggiando un democristiano come Matteo Renzi è una cosa che riguarda il PD, aspiranti segretari, premier e gregari. Saranno gli avvenimenti a dire se si è trattato di una scelta strategica buona o cattiva. A me sembra pessima, ma il giudizio è del tutto soggettivo. Quelle che invece non hanno nulla di soggettivo perché oggettivamente offendono il comune senso della decenza, se ancora esiste, sono le smaccate menzogne e le posizioni addotte per leggittimare certi comportamenti. Vi ha brillato soprattutto Ivan Scalfarotto come ha fatto notare il presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Andrea Maccarone (vedere l’intervista a Gaiaitalia.com pubblicata il 24 settembre), che commentando una recente intervista rilasciata dal deputato per RaiNews24 dice:
“In questa intervista Scalfarotto continua a mistificare, attaccando tra l’altro le associazioni. A titolo d’esempio del massimalismo inconcludente del nostro movimento lgbt tira in ballo i PACS francesi e i DiCo. Peccato che a non volere la legge sui PACS è stato il centro sinistra in Italia mentre era sostenuta dal movimente. Lo schifo dei DiCo non passò non certo per la nostra contrarietà a quella legge umiliante e offensiva ma per i senatori teodem del suo partito che adesso gli hanno imposto una legge antiomofobia penosa! Giusto per gli smemorati lui in quel periodo aveva conteso a Prodi la premership sostenendo la timidezza della politica e del movimento e puntando sul matrimonio. Bello smemorato… O opportunista mister Scalfarotto!”
E’ comprensibile che Ivan Scalfarotto senta il bisogno di fare dello zelo. Ma dovrebbe spiegare dove vede il massimalismo in una squadra di avvocati, storici, intellettuali, magistrati che bocciano in toto questa legge. Legge sostenuta in pieno dal candidato alla segreteria Matteo Renzi, non dimentichiamolo.
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Una seconda posizione che sfida la decenza, e che per di più si trova in contraddizione con un’altra posizione assunta in passato (almeno ne tenessero aggiornato l’elenco in modo da evitare simili incovenienti), è il sostegno di Anna Paola Concia a Matteo Renzi. Tutti conosciamo il percorso di Anna Paola, le sue lotte per l’estensione della legge mancino e non solo. Eppure viene difficile comprendere questo scelta tattica. Se Ivan Scalfarotto è da sempre un renziano convinto, sordo alle istanze del movimento LGBT (come abbiamo scritto pochi giorni fa raccontando l’assemblea del partito democratico e l’ignorato presidio delle associazioni lgbt), Anna Paola Concia risultava sensibile a quelle che sono le tematiche vere del movimento.
Ripercorrendo una storia recente a ritroso si trovano delle incogruenze che non convincono. La signora Concia un anno fa sosteneva a spada tratta Pierluigi Bersani attaccando duramente Matteo Renzi, come i lettori possono vedere da sé cliccando sul seguito dell’articolo che potete trovare qui.
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