di Daniele Santi

Il succo della questione era semplice, e Putin lo ha chiarito durante una trasmissione radiofonica nazionale: la Russia è stato sovrano ed ha le sue tradizioni e la sua cultura, l’Occidente non può imporre il suo punto di vista.
La questione affrontata era naturalmente quella del rispetto dei Diritti Umani e dei diritti delle persone omosessuali, in un paese in cui la repressione delle libertà fondamentali e della dissidenza e l’odio istituzionalizzato condito da repressione e pestaggi, delle persone omosessuali, operata anche con leggi infami come quella sulla “promozione dell’omosessualità”, è una eredità politica mutuata dalla dittatura comunista che Putin conosce bene, più che una necessità.
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
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Putin ha ribadito il detto bossiano “Padroni a casa nostra” e che gli altri si occupino degli affari loro. La società russa è omofoba e va bene così. La Russia è un paese che reprime le libertà fondamentali e gli oppositori al governo e va bene così. Gli occidentali tacciano.
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
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(29 aprile 2013)
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