Non prendetela come una forma di democrazia, di fatto si tratta di un tentativo di restaurazione dopo le feroci polemiche delle scorse settimane dovute al rifiuto dei Boy Scouts degli Stati Uniti di ammettere tra le loro fila ragazzi e ragazze dichiaratamente omosessuali.
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Ora i vertici hanno deciso che a decidere dovranno essere attraverso un referendum, i membri dell’associazione e i loro genitori, chiamati ad annullare o meno il divieto.
Il referendum porrà domande del tipo “Potranno dormire nelle stesse tende degli etero?” (stiamo volgarizzando per rendere meglio il senso della discriminazione mascherata da democrazia), “Potranno pronunciare lo stesso giuramento?”, o ancora “Continuereste a far parte dell’Associazione qualora si ammettessero membri dichiaratamente omosessuali?”.
Insomma, un’ennesima manovrina mascherata da democrazia per continuare sulla linea omofoba che ha già fatto perdere all’associazione centinaia di migliaia di dollari di sostegno a causa dell’omofobia dei suoi dirigenti.
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