
I vari Maroni, Grillo, i direttori dei giornali che una volta erano contro tutto e adesso sono contro chi è contro di loro e via di questo passo, sono geniali. Sono i nuovi trasformisti italiani. Quelli che oggi pensano nero, domani bianco, giovedí rosso e che tutto cambia cosí anche il mio pensiero deve adattarsi ai cambiamenti.
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Sono i geniali protagonisti della patetica italietta del nuovo millennio, quella che scopre l’antipolitica attraverso il calcio, quella che dice che non tifa Italia perché non lo merita, perché essere anti-italiani è di moda e servirà a cambiare il Paese, perché ”facciamo una nuova moneta” come a Parma (che già che ci sono potrebbero cambiare lingua e parlare francese, che la ”r” li aiuterebbe), o che a Roma son ladri cosí che ce ne andiamo (vent’anni che lo dicono e ancora lí stanno), e le radio che gridano contro la Roma dei ladri che finanzia i suoi costi attraverso il finanziamento pubblico ai partiti. Questa è l’Italietta che i nuovi Burlesconi del ridicolo pretendono ridicolizzare.
E pensare che non ci sarebbe nemmeno bisogno di fare gli anti-italiani prendendosela con la nazionale di calcio e invitando a non tifare per loro per mere questioni politiche: di motivi per non tifare Italia ce ne sono, e seri, almeno tre. Li elenchiamo: i giocatori della nazionale sono antipatici, sono arroganti, non sanno perdere. Tre caratteristiche che li accomunano a quegli stessi politici che li usano come arma politica anti-Italia.
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Meditate prima di votare, italiche genti. Questi qua pretendono salvare l’Italia dal baratro con le grida e gli slogan. Poi non lamentatevi…
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