
Il cognato, dopo avere aspettato che la madre della giovane uscisse di casa, entro e sprangò porte e finestre. Poi la violentò. Ora la legge afghana le impone di sposarlo o di vivere dodici anni in carcere (se la famiglia non l’ammazza prima per
lavare l’onta), senza che possa nemmeno dire una parola. Per la legge del Paese subire violenza rappresenta adulterio. Stiamo parlando dello stesso paese dove un capo militare pashtun dovette intervenire sulla stampa per dire ai suoi uomini di piantarla di farsi le adolescenti reclute.
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