Meta, il colosso dei social media, ha raggiunto un accordo extragiudiziale che viene definito “storico” con gli stati americani per risolvere la causa legale relativa alla sicurezza dei minori su Facebook e Instagram. Le accuse all’azienda di Mark Zuckerber è quella dicreare dipendenza dai social media nei ragazzi. Meta pagherà fino a 18 miliardi di dollari distribuiti in dieci anni – 2,2 miliardi di dollari solo alla California – e ha accettato di nuove regole per gli utenti adolescenti per evitare un utilizzo compulsivo dei suoi social: Meta ha accettato di porre fine allo scorrimento infinito dei contenuti, imporrà un limite di due ore al giorno su Instagram e Facebook, limiterà l’utilizzo tra mezzanotte e le 6 del mattino e disattiverà le notifiche tra le 22 e le 7 del mattino.
Meta ha anche accettato di limitare quella funzionalità che gli psicologi associano a confronti sociali negativi (nello specifico i “filtri di bellezza” e il conteggio dei clic sul pulsante “Mi piace”) e ha dichiarato che rafforzerà gli strumenti di verifica dell’età e i controlli parentali. Secondo quanto scrive il Corriere e diversi media internazionali, l’accordo raggiunto prevede un pagamento iniziale di 12,7 miliardi di dollari da parte di Meta per finanziare iniziative a favore della sicurezza online dei giovani. L’azienda di Mark Zuckerberg si è inoltre impegnata a versare ulteriori 5,3 miliardi di dollari qualora due concorrenti, YouTube e TikTok, adottassero nuove politiche.
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Il “successo” dell’operazione legata alle nuove norme, secondo il responsabile legale di Meta, dipenderà anche “dal fatto che tutte le altre piattaforme di social media seguano l’esempio di Meta”. Il patteggiamento pone fine alla controversia legale che vedeva California, Colorado, Kentucky e New Jersey chiedere circa 200 miliardi di dollari per le accuse di danni arrecati a minori dai social di Meta. L’accordo non prevede un’ammissione di colpevolezza, e dovrà ora essere approvato dal giudice. Secondo l’accusa dei 29 stati che hanno fatto ricorso, Meta era al corrente dei potenziali danni causati dagli algoritmi e dai loro social network e non ha fatto abbastanza per limitarli, anteponendo i guadagni al benessere dei minorenni. La difesa di Meta ha sempre sostenuto che non esistessero prove scientifiche della dipendenza creata dai social network.
(26 agosto 2026)
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