E’ una vera vergogna quella che si è perpetrata in diretta televisiva su Rai 1 nella seguitissima diretta della cerimonia di apertura delle Olimpiadi, con l’anonimo Paolo Petrecca ora sulla bocca di tutti, non sappiamo quanto in cerca di medaglia, esecutore di ordini o semplicemente affetto a smemorina selettiva. Sta di fatto che Ghali, invitato con ordini di caserma assolutamente rispettati, da parte sua, è stato invisibilizzato a bella posta: inquadrature da lontanissimo, mai un primo piano, il Petrecca che non lo nomina, la sua performance confusa tra ballerine e ballerini. Ghali c’è stato ma era come se non ci fosse, artista invisibile perché scomodo, invisibilizzato in quanto contro, in quanto tunisino, in quanto italiano, in quanto contro.
Invisibilizzare Ghali per zittirli tutti.
cazzo di spirito olimpico. Una vergogna. E nemmeno lui si risparmia: “Pace? Armonia? Umanità? Non ho sentito niente di tutto questo, ma l’ho sentito attraverso i vostri messaggi. Le persone sono ciò che conta davvero e, in un momento di così tanto odio, vi prego di non giocare il loro gioco e di rispondere sempre come vorremmo che il mondo fosse. Ci sono cose da non fare mai“. Lo ha scritto su Instagram dopo la vergogna targata Rai 1 con un artista scomodo messo lì perché scomodo e invisibilizzato perché scomodo da una sistema cialtronesco e una televisione di stato clownesca prona al medio evo dei soliti più realisti della regina con una telecronaca da milioni di ascolti messa in mano a uno che ha riempito l’audio di stato con errori, strafalcioni e gaffe, riuscendo a nominare tutti gli artisti presenti, ma non Ghali.
Si chiamerebbe censura, ma non ci spingiamo a tanto, è solo l’ennesima puntata di una telenovela imbarazzante soprannominata Telemeloni – e prima era Teleberlusconi, e prima ancora Teleagnes e prima ancora decideva lo stato come vestirsi a Sanremo.
E’ sempre quel fascismo trasversale là, di cui parliamo spesso.
Ma se hanno pensato di zittirli tutti invisibilizzandone uno (il più visibile, il più coraggioso) hanno dato la dimensione della loro pochezza, dei loro mezzucci, della loro incapacità di vedere oltre quell’appendice inutile che quelli colti chiamano pene. Soprattutto, hanno sbagliato i calcoli e hanno fatto solo bullismo mediatico con soldi pubblici e nomine politiche (a proposito, si era a San Siro e non allo Stadio Olimpico).
Visualizza questo post su Instagram
(7 febbraio 2026)
©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata
Iscrivetevi alla nostra newsletter (saremo molto rispettosi, non più di due invii al mese)