Ha 20 anni il genio della lampada che dopo avere ucciso una 17enne, Zoe (vuol dire vita, non si pretende che il 20enne femminicida reo confesso capisca), non solo si è inventato una patetica storia adolescenziale di una finta aggressione mentre stava con la ragazza minorenne che aveva appena ammazzato e gettato in un canale, ma indicava come colpevole un 30enne straniero con problemi psichiatrici, non proprio ben visto in paese a causa di qualche furtarello, e subito gli amici del genio della lampada si erano recati, pare insieme ad altra gente, per mettere in opera il linciaggio provocato da menzogna (e ora pagheranno tutti il loro conto con la giustizia a causa dei disordini provocati).
Lo straniero era naturalmente innocente.
Lo ha ammesso poche ore dopo lo stesso 20enne genio, che devastato da ore di interrogatorio ha confessato l’omicidio della 17enne col quale, parrebbe da alcune notizie di TG, avere avuto una breve relazione in passato – mica che importi.
Questo è ciò che cresce questo paese: maschi che uccidono donne, anche minorenni, che non contenti di essere degli assassini accusano altri, possibilmente stranieri, così da risultare più credibili secondo loro. Questo è il risultato dell’istigare all’odio contro l’altro che è politica quotidiana da almeno trent’anni mentre si è molto occupati a dare la colpa ai social.
Quando l‘odio è un muscolo così allenato, che aspetta solo un fischio d’inizio il risultato è una società che fa schifo. Cioè, una società a pezzi. Bravi. Tanti complimenti.
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