Mentre Trump soffia sul fuoco, proprio perché è uomo di pace per placare le ire interne degli elettori che ci sono cascati, eccoci alla solita valanga di eventi inspiegabili (spiegabilissimi in realtà) che in questo caso parlano di esplosioni ravvicinate nel porto di Bander Abbas, a Parand e a Nowshahr, Hashtgerd e Qeshm riferite sul social X da Dilan Azizmoradi, attivista politica, la quale ha riferito di “esplosioni a Nowshahr, Hashtgerd e Qeshm”. Altre esplosioni sono state segnalate a Karaj e Tabriz.
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#فوری
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E mentre le autorità militari USA rendono noto un possibile attacco imminente all’Iran, proprio in nome del premio Nobel per la Pace che persino Meloni si augura, da Tehran continuano ad arrivare le accuse che conosciamo secondo le quali le recenti proteste in Iran sarebbero state “alimentate da Stati Uniti, Israele ed Europa”.
Ne ha parlato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian che ha citato, in una riunione dei vertici del paese in pieno panico e disordine, che “Donald Trump, Benjamin Netanyahu e gli europei hanno tutti cercato di fomentare disordini, creare divisione e fornire sostegno, trascinando persone innocenti nelle strade”.
Ad ammazzarle a decine di migliaia c’ha pensato l’Iran e il suo regime assassino. Ed erano comunque innocenti.
(31 gennaio 2026)
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