In Colombia l’attacco alla democrazia e ai diritti è quotidiano. Nostra intervista agli attivisti di Network Colombia-Italia

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di Redazione, #LGBTIQ+

C’è un collettivo che si chiama Network Colombia-Italia che sta denunciando, nel silenzio generale, nel disinteresse dell’informazione mainstream, nella censura della stampa ispanohablante, nell’allucinante mondo della repressione in Colombia, ciò che lo straordinario paese sudamericano sta subendo: violenze, soprusi, cittadini e cittadine vittime di violenze della Polizia, abusi sessuali degli agenti, quegli stessi agenti che dovrebbero proteggere i cittadini.

Un paese alla mercé di una politica sciagurata e di connivenze mai vinte con i grandi trafficanti di droga, di uomini, di malaffare, di disprezzo dei diritti umani della cui situazione quasi nessuno parla. Il Network Colombia-Italia ha deciso di rendere nota la situazione in Europa, in Italia e troverà pieno appoggio, nei limiti delle nostre possibilità, dal nostro network informativo.

Per voi questa prima intervista esclusiva rilasciata da uno dei leader dell’organizzazione.


In Colombia succedono cose che inquietano, puoi raccontarci qualcosa?

La Colombia ha attraversato uno dei conflitti interni più terribili di tutto il continente americano con centinaia di migliaia di vittime. Con il trattato di pace si pensava che le cose andavano diversamente. Nel solo 2020 si sono registrati 91 massacri per un totale di 381 vittime, di cui 310 leader sociali. La loro colpa? Aver difeso le risorse naturali, i diritti civili e la democrazia. È stato ucciso anche un ragazzo italiano, Mario Paciolla che lavorava con l’Onu sui diritti umani. Dal 28 aprile, soprattutto i giovani, hanno detto basta, al clima della violenza e ad un sistema classista, oligarchico. La risposta del governo? Uso delle forze dell’ordine e dei cosiddetti squadroni della pulizia che hanno provocato morti, feriti, desaparecidos e persone aggredite sessualmente.

Gli abusi dei diritti umani sono all’ordine del giorno…
Secondo l’INDEPAZ, un ONG molto autorevole, nel 2020, ogni 27 ore viene assassinato un leader sociale. Non solo vengono uccisi attivisti sociali e leader indigeni, adesso sparano sui giovani, su bambini, donne, anziani. La polizia sequestra i manifestanti e quindi procede con aggressioni sessuali.

Ci sono violenze sessuali e fisiche che la Polizia perpetra nei confronti dei cittadini?
Qualche giorno fa in una città sulla costa atlantica quattro ragazzini gay sono stati arrestati e violentati da altri carcerati su consenso della polizia. Una ragazzina minorenne aggredita sessualmente da reparti speciali è ritornata a casa e si è suicidata. Il 29 maggio alla luce del sole e con la complicità di polizia e paramilitari sono stati a Bogotá picchiati e accoltellati due trans. Al 2 giugno secondo la Ong Temblores sono state 25 violenze sessuali da parte delle forze di polizia nei confronti dei manifestanti.

Perché il mondo tace?
La Colombia è conosciuta come il paese dei narcos, la terra che ha dato i natali a Pablo Escobar. Il mondo non è consapevole di quello che accade ma ormai in Colombia non fa più notizia morire per la democrazia.

Cosa state facendo per rendere nota la situazione?
Abbiamo iniziato a sensibilizzare soprattutto le istituzioni e fatto eventi di protesta e di solidarietà con il popolo colombiano. 

Avete proposto azioni per sensibilizzare l’opinione pubblica italiana, vero?
Certo. Abbiamo organizzato manifestazioni e flash mob sia davanti all’ambasciata colombiana e davanti alla Rai. Abbiamo cercato di spiegare la drammaticità della situazione colombiana, fra cui quella di molti giovani che sono nascosti nelle loro case perché minacciati con i loro nomi su una lista per essere uccisi.

Il mondo politico italiano come vi ha accolti?
Nell’anno secondo del Covid tutte le crisi purtroppo sono in secondo piano. Nonostante ciò siamo stati ricevuti alla Camera dei Deputati dalla vicepresidente Spadoni, da parlamentari di diversi partiti  e da alcune importanti amministrazioni comunali. Tra tutti il Sindaco di Bologna.

Cosa farete in futuro?
Cercheremo difare pressione sul Parlamento europeo per far sospendere il trattato di libero scambio con La Colombia. Continueremo a fare attivismo nelle strade e nelle istituzioni.

Due parole per presentarvi…
Siamo degli attivisti colombiani e italiani e abbiamo creato questo gruppo di persone che agiscono in diversi settori con l’unico obiettivo di dare il nostro contributo per una Colombia e un Italia migliori.

 

Vi terremo informati.

 

(13 giugno 2021)

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