di John Dee
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Nonostante l’assenza di opposizioni ufficiali, nonostante la totale mancanza di partiti e leader che possano insidiarlo – quelli che c’erano sono stati suicidati, sparati o esiliati – la paranoia di Vladimir Putin in vista delle elezioni della Duma che si terranno entro pochi mesi, hanno spinto il nuovo imperatore di tutte le russie a “rifinire” il sistema elettorale per essere sicuro di blindare il risultato, nonostante l’assenza totale di avversari. A tanto si spinge la paranoia degli psicopatici che governano il mondo in questi tristi tempi di inizio millennio.
Per essere sicuri che i russi arrivino alla urne e non rischino di sbagliarsi [sic] Putin è intervenuto con un pacchetto di interventi tecnici studiati per annullare ogni sorpresa possibile (anche se nessuna sorpresa è possibile).
I ritocchini al sistema elettorale della nuova Russia di Putin si basano su tre pilastri principali: quello che viene definito “Redistricting” Strategico, con lo Zar ha ridisegnato i collegi elettorali e ha incluso formalmente i territori occupati in Ucraina (Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson) che non gli appartengono perché la sua guerra non è vinta, ma che lui considera ormai suoi, nel silenzio raccapricciante del mondo. Si tratta di una mossa non solo propagandistica, ma garantirebbe “seggi sicuri” a candidati fedelissimi nonostante il controllo militare e amministrativo renda il voto di settembre un puro esercizio di trascrizione di numeri già decisi a tavolino. C’è poi il voto Elettronico Remoto già testato nel 2024, che viene esteso massicciamente. Definito da tutti gli osservatori come il “buco nero” delle elezioni russe in quanto non è verificabile dagli osservatori indipendenti, è un sistema perfettamente legale dentro l’illegalità che permette di modificare i flussi di voti in tempo reale e ribaltare in pochi minuti i risultati dei seggi fisici dove l’opposizione sia anche solo apparentemente, nel caso esistesse, in vantaggio. C’è poi il filtro dell’ineleggibilità , ovvero una serie di norme promulgate recentemente che impedisce la candidatura a chiunque abbia legami anche minimi con organizzazioni classificate come “estremiste” o “agenti stranieri” – e pensate che non occorre nemmeno esserlo sul serio.
Con questo filtro Putin si garantisce una facciata democratica e lascia in corsa i partiti che non possono impensierirlo, la cosiddetta “finta opposizione”, i famosi comunisti e nazionalisti di facciata, di fatto asserviti al Cremlino, utili idioti che servono a dare un’apparenza di pluralismo politico in una dittatura, di fatto, sempre più asfissiante. C’è poi il voto spalmato su tre giorni che facilita enormemente, volendolo fare, le operazioni di “caricamento” delle urne e che in termini tecnici si definisce ballot stuffing: operazione chirurgica, nella sua grossolanità , che permette aggiustamenti delle urne durante le ore notturne, quando la sorveglianza dei pochi scrutatori indipendenti rimasti si allenta e diventa pressoché nulla.
Di un uso serio della direttiva UE sul Copyright e del consueto “querelle pur che sia”. Lorenza Morello c’è
Leggi l'articolo →Ecco con quali prospettive la Russia si appresta a votare Nuova Russia in eterno e a mantenere Putin al potere per volere di Putin che fa il bello e il cattivo tempo in casa e fuori mentre il mondo tace, si astiene o acconsente.
(21 marzo 2026)
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