di Daniele Santi
Meloni e Salvini, e tutti i loro, hanno scelto di irridere gli avversari, gli oppositori, il 50% e oltre di italiani che non la pensano come loro e, attraverso le corazzate che gli offrono palcoscenici senza contraddittorio, non informare, ma veicolare secondo il loro verbo presunto. E’ un grosso errore. E il portato degli errori politici non si vede nel breve periodo, ma a distanza. Così come la giustezza di certe decisioni: e soprattutto Salvini ne ha prese poche.
Nuovo nemico le manifestazioni e i manifestanti: e siccome il senso di giustizia violato è una roba potente si è trattato di trasformare quel sentimento in un falso allarme sicurezza prendendo ad esempio un paio i centinaia di scalmanati, organizzatissimi e pericolosi, così organizzati da portare a porsi domande (non complottismi, domande legittime) su chi e come stia dietro a queste forze antagoniste che scorrazzano da una manifestazione all’altra incendiando, bruciando e pestando. Se questo governo fosse stato un governo intelligente, ma non lo è, avrebbe preso le manifestazioni al balzo e le avrebbe sposate facendo traino per il consenso. Ha scelto invece di guardare solo a destra e sempre più a destra, irridendo chi sta dall’altra parte e trattando opposizioni, chi è salito sulla Flotilla e chi ha manifestato come la peggiore delinquenza possibile anche attraverso informazioni pilotata atta a veicolare messaggi mendaci attraverso le solite corazzate a marchio telemeloni.
Va ricordato che fu proprio la presidente del Consiglio, signor Meloni, a dichiarare: “Confesso che difficilmente riuscirò a non provare un moto di simpatia anche per coloro che scenderanno in piazza contro le politiche del nostro governo”: era il discorso di insediamento del suo governo, il 25 ottobre 2022, del quale – comprensibilmente – si ride a crepapelle su e giù per il web e i social con tanto di frammento video; gira poi anche un altro video in cui il solito Matteo Salvini nel 2015 invitava a bloccare tutto per tre giorni, a cominciare dalle strade, per “cacciare a pedate il governo”, allora guidato da Matteo Renzi. Non vogliamo ricordare le ridicole dichiarazioni di solidarietà ai blocchi No Vax contro la “dittatura del green pass” – Salvini era al governo con Draghi e quel green pass maledetto, lo aveva votato.
A Landini, CGIL e opposizioni sono riusciti alcuni miracoli, negli ultimi giorni: organizzare manifestazioni e portare in piazza centinaia di migliaia di persone da Palermo a Torino e in più di 100 piazze italiane dove scendevano, oltre ai soliti facinorosi – sempre quelle poche centinaia trasformate in migliaia di teppisti dai TG dei berluscones – tutti delinquenti figliocci di Hamas, secondo quello che chiamano informare, ma è propaganda (e della più becera), ad uso elettorale perché quando si ha paura di perdere (anche di fronte all’evidenza del vincere) si parla solo alla propria parte politica.
Ma questo governo non è il governo di tutti gli Italiani è il governo di quelli che l’hanno votato e gli altri si arrangino. E quando chi non è d’accordo si organizza ecco che arrivano l’irrisione, la delegittimazione, l’uso dell’informazione come una clava, il racconto di intere giornate televisive dedicate alla stessa narrazione mendace. Quando le destre di Forza Nuova assaltarono la sede nazionale CGIL a Roma nel 2021 i toni non furono certo quelli riservati a chi sciopera (trattati alla stregua di vacanzieri nullafacenti con grande gusto per il non fare un cazzo in tutto il giorno), ma molto diversi e assai più prudenti.
Poi c’è la legge che impone lo sloggiamento forzato di chi occupa case che vale per tutti, ma non per Casapound. Guarda un po’.
Insomma forcaioli e autoritari con gli oppositori, ma assai più morbidi verso coloro ai quali strizzano l’occhio (e che gli servono politicamente), i condottieri di questo governo rendono noto una volta per tutte per chi sono al potere: per la loro parte politica. Così mentre Tajani fa passerella sulle reti di Famiglia, finché dura, immaginate cosa succederà se dovesse passare l’infausto desiderio meloniano del premierato, cioè della uoma forte al potere.
(6 ottobre 2025)
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