E mentre Trump delira di grandi vittorie, di un’intera armata navale affondata, dell’impossibilità dell’Iran di difendersi, e mentre rifiuta di rispondere a domande su 186 bambine tra i 4 e i 16 anni ammazzate dalle bombe USA (146 per altre fonti), l’Iran – che militarmente non è proprio il Venezuela, contando solo l’esercito di terra su due milioni di uomini addestrati perfettamente e col coltello tra i denti contro l’America – i Pasdaran lanciano una minaccia molto precisa: “Avrete i barile di greggio a 200 dollari al barile”.
C’è da credergli perché lanciano l’avviso dopo che tre navi sono state colpite nello stretto di Hormuz al grido di: “Qui non passerà una goccia di petrolio Usa”.
Il presidente boccalone non si smentisce: “Non credo Teheran abbia messo mine nello stretto. Non ci sono più obiettivi da colpire; la guerra finirà presto”, lo dice da tre giorni, ma non sa come uscirne. La verità è che lui vorrebbe uscirne ieri, ma non sa come né quando perché il giochino gli è sfuggito di mano. Nel frattempo Mojtaba Khamenei risulta “ferito ma salvo”. Vedremo per quanto. Si continua col lancio di droni su Dubai, totalizzando quattro feriti. Un vero e proprio tiro al piccione che conferma la follia che si è impadronita del mondo in questo 2026.
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Leggi l'articolo →Secondo Israele, Iran ed Hezbollah hanno attaccato il nord del paese nel primo “attacco congiunto”
Secondo fonti vicine ad Israele riprese da Sky News, Iran e Hezbollah, il gruppo militare sostenuto dalla teocrazia in Libano, hanno condotto un attacco coordinato nel nord di Israele: si tratta del primo attacco congiunto dei due gruppi da quando, il 28 febbraio scorso, Israele e USA hanno sferrato l’attacco. Da parte sua l’esercito israeliano ha dichiarato di aver avviato una vasta ondata di attacchi nella periferia meridionale di Beirut.
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) la risoluzione proposta dal Bahrein che “condanna con la massima fermezza i gravi attacchi dell’Iran contro i territori di Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania” e ha inoltre chiesto “l’immediata cessazione di tali attacchi” stabilendo che “costituiscono una violazione del diritto internazionale e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”. Sono stati 135 i co-sponsor del testo tra cui Usa [sic] e Italia.
(11 marzo 2026)
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