“Le parole del padre di Lorena attraversano il dolore più indicibile e arrivano dritte al cuore e alla responsabilità della politica. Non possiamo lasciarle cadere. Alla famiglia di Lorena, e a tutte le famiglie devastate da simili tragedie, va la nostra vicinanza più profonda. Ma la solidarietà, da sola, non basta più. La serialità, le modalità e la ferocia con cui le donne continuano a essere uccise ci dicono che siamo davanti a una questione strutturale, che riguarda il potere, la cultura, le relazioni tra uomini e donne e la qualità stessa della nostra democrazia. Per questo raccogliamo l’appello di Franco Isceri“. Lo scrive Roberta Mori , portavoce nazionale della Conferenza delle Donne Democratiche.
“Come abbiamo già avuto modo di dire” – continua Mori – “serve un patto costituente contro la violenza maschile sulle donne, capace di unire tutte le forze politiche oltre ogni appartenenza. Un patto che riconosca finalmente la natura sistemica di questa violenza e metta al centro prevenzione, educazione nelle scuole, autonomia delle donne, sostegno stabile ai centri antiviolenza, formazione e strumenti di protezione efficaci. Su questo non dovrebbero esistere maggioranza e opposizione. Dovrebbe esistere una Repubblica intera che sceglie da che parte stare. Perché nessun altro padre debba pronunciare parole come quelle che Franco ha pronunciato per Lorena. E perché la vita di una donna non possa più essere spezzata dalla pretesa di possesso di un uomo”.
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(7 settembre 2026)
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