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domenica, Giugno 13, 2021

Iran. Ventenne decapitato dalla famiglia perché omosessuale

di Ragazzi di Tehran, #Iran

Aveva 20 anni e si chiamava Alireza Monfared. Aveva vent’anni e voleva una nuova vita. Voleva scappare dalla Repubblica Islamica dell’Iran, per riparare prima in Turchia e poi probabilmente altrove, alla ricerca di un unico diritto: vivere senza paura.

Perché Alireza sapeva che nella Repubblica Islamica dell’Iran non avrebbe mai potuto vivere felice e sereno, perché aveva una grande colpa: era omosessuale. Un “crimine” che in Iran è considerato inaccettabile e punito con anni di detenzione e anche con la pena capitale. Come in questo caso.

Alireza, purtroppo, non ce l’ha fatta: poco prima di scappare è stato attirato in una trappola dal fratello e dal cugino ed è stato ucciso senza pietà. La famiglia aveva trovato un certificato di esenzione dal servizio militare, “giustificato” appunto con l’omosessualità del giovane. Un’onta che non poteva essere sopportata…

Lo chiamano delitto d’onore da quelle parti. Qualcosa che ricorda il lessico di certa orrenda destra italiana. E’ avvenuto presso Ahvaz, capitale della Provincia del Khuzestan, il 4 maggio scorso. Secondo Radio Free Europe, Alireza era pronto a lasciare l’Iran l’8 maggio scorso, insieme al suo partner Aghil Abyat. Tre persone sarebbero state arrestate per il delitto, ma c’è il rischio che non sconteranno mai davvero la loro pena, in un regime che non considera il vero reato l’uccisione di un omosessuale, ma l’essere omosessuale.

 

 

(11 maggio 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 




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