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Iran, è sempre più un affare interno allo Stato l’omicidio di Mohsen Fakhrizadeh

di Ragazzi di Tehran, #Iran

Più passa il tempo e più viene a galla che l’assassinio di Mohsen Fakhrizadeh – lo scienziato iraniano responsabile del programma nucleare della Repubblica Islamica – è anche e soprattutto una questione di scontro istituzionale in Iran.

Come si ricorderà Mohsen Fakhrizadeh – il padre dell’atomica iraniana – è stato ucciso il 27 novembre 2020 vicino a Teheran e della sua morte è stato accusato il Mossad, il servizio segreto israeliano. Al di là di chi sia stato, la morte di Fakhrizadeh ha causato uno scontro al vertice in Iran, particolarmente tra il MOIS (il Ministero dell’Intelligence) e le Forze Armate, Pasdaran in testa.

Qualche settimana addietro, parlando della morte di Fakhrizadeh, il Ministro dell’Intelligence Alavi ha dichiarato che il suo Ministero aveva avvisato per tempo le autorità competenti del rischio di un attentato contro Fakhrizadeh, indicando anche il luogo dove l’attentato sarebbe potuto avvenire. Nonostante questo, secondo Alavi, non è stato fatto nulla per salvare lo scienziato iraniano. Non solo: Alavi ha rivelato che Fakhrizadeh stesso era un membro dell’esercito – ovvero dei Pasdaran – e che è stato un membro delle Forze Armate ad aver fornito le informazioni per uccidere Fakhrizadeh.

I Pasdaran, appena sentite le parole di Alavi hanno immediatamente reagito. Le Forze Armate hanno emesso un comunicato ufficiale, sottolineando che il supposto militare indicato da Alavi non era stato cacciato dall’esercito poco dopo l’attentato del 27 novembre, ma parecchio tempo prima, nel 2014 durante il periodo di addestramento.

La polemica ha investito il Governo, con il Portavoce del Presidente Rouhani – al Rabiei – ha difeso il lavoro del MOIS di fatto cosi schierandosi contro i Pasdaran, che per mezzo della Divisione Ansar al-Mahdi, sono direttamente responsabili della difesa di importanti figure nazionali e dei luoghi a rischio.

Infine un ultimo appunto: poco dopo la morte di Fakhrizadeh, i Pasdaran hanno dichiarato che lo scienziato iraniano è stato ucciso per mezzo di una mitragliatrice attivata da un satellite e che non c’era alcun killer sul terreno. Di recente il giornale Jewish Chronicle ha pubblicato una notizia esclusiva, in cui citando fonti di intelligence, è stato rivelato che un’arma automatica del peso di una tonnellata, è stata portata in Iran pezzo per pezzo, da una squadra composta da agenti israeliani e iraniani. Ovviamente, nessuna conferma da Israele, ma nuovo imbarazzo per il regime iraniano…

 

(18 febbraio 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 




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