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La raffazzonata ammissione dell’Iran sui suoi rapporti con al-Qaeda

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di Ragazzi di Tehran #Iran

 

Per la prima volta nella storia, grazie alle pressioni americane, in qualche modo il regime iraniano ha dovuto ammettere il suo sostegno ad al-Qaeda.

Premessa: come noto a novembre è stato reso noto che ad inizio agosto è stato ucciso a Teheran il numero due di al-Qaeda, Abu Muhammad al-Masri. Con lui èstata uccisa anche Miriam, la figlia, vedova del figlio di Bin Laden Hamza (ucciso un anno fa). Il regime iraniano aveva provato a celare l’uccisione di al Masri, facendo passare la sua morte come l’uccisione di un rappresentante di Hezbollah in Iran, tale Habid Daoud (probabile nome falso con cui al-Masri si nascondenva nella Repubblica Islamica).

L’uccisione di al-Masri – ideatore degli attentati contro gli americani in Kenya e Tanzania – fu l’ennesima riprova di un legame noto da anni, ma da sempre negato dal regime iraniano: quello con al-Qaeda, organizzazione terroristica sunnita, teoricamente nemica dell’Iran sciita, ma in realtà unita alla Repubblica Islamica da una visione dell’Islam politico ed estremista. Una visione che unisce le due sponde dell’islamismo, provata anche dal fatto che la Guida Suprema Khamenei, è il primo traduttore in farsi di Sayyd Qutb, ideologo principale della Fratellanza Mussulmana, da cui anche al-Qaeda trae origine.

In questi giorni, poco prima di lasciare il Dipartimento di Stato, il Segretario americano Pompeo ha denunciato nuovamente questi legami, ricordando come l’Iran in questi anni sia diventato un territorio di libero passaggio per i terroristi di al-Qaeda e il ruolo avuto dai terroristi di Hezbollah nell’addrestrare i jihadisti di al-Qaeda negli anni passati.

Anche stavolta, alla fine i fatti hanno avuto la meglio. Intervistato dalla TV irachena Altaghier il 13 gennaio scorso, l’ex diplomatico iraniano Amir Mousavi ha per la prima volta ammesso che l’Iran ha ospitato famigliari di Osama Bin Laden sul suo territorio. Non solo, ha anche rivelato che durante la guerra del Golfo, Teheran ha anche ospitato i figli di Saddam Hussein Uday e Qusay.

Neanche a dirlo, Mousavi ha giustificato queste azioni con motivazioni umanitarie, ma le sue ammissioni sono comunque storiche e estremamente rilevanti, perché è ovvio che sono legate ad interessi politici e dimostrano la spietatezza del regime iraniano nel sostenere i peggiori regimi e le peggiori organizzazioni terroristiche internazionali.

 

(18 gennaio 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 




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