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Il regime iraniano in possesso di una quantità di uranio a basso arricchimento, di almeno 12 volte superiore quanto stabilito nell’accordo nucleare del 2015

di Ragazzi di Tehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #EnergiaAtomica

 

Il report quadrimestrale dell’AIEA, Agenzia dell’ONU per l’Energia Atomica, ha rilevato come il regime iraniano sia attualmente in possesso di una quantità di uranio a basso arricchimento, che supera di almeno 12 volte quanto stabilito nell’accordo nucleare del 2015.

Secondo il report AIEA – visto in esclusiva dal Wall Street Jounal – Teheran attualmente è in possesso di 2.443 kg di uranio arricchito al 4.5%, quando il massimo che ne potrebbe avere secondo il JCPOA, di cui l’Iran è ancora volontariamente un membro, è di 203 kg. L’arricchimento al 4.5% è anch’esso contrario all’accordo nucleare, che permette un arricchimento massimo fino al 3.67%.

In aggiunta, il report esprime altre due importanti preoccupazioni:

  • l’Iran ha installato delle centrifughe avanzate, soprattutto modello IR-2M, presso l’impianto sotterraneo di Natanz, anche in questo caso in violazione dell’accordo nucleare;
  • l’Iran non ha dato risposte convincenti in merito al sito alla periferia di Teheran, ove è stata scoperta la presenza di uranio, mai denunciato agli ispettori. Il sito, ricordiamolo, è stato denunciato dal Premier israeliano Netanyahu, grazie ad un incredibile lavoro del Mossad che, nel luglio 2019, è riuscito a trafugare migliaia di file sul nucleare iraniano da un archivio nella capitale Teheran.

Per quanto concerne il punto 2, come suddetto dopo molte insistenze, gli ispettori AIEA hanno potuto visitare il sito di Mobarakiyeh – a 75 chilimetri da Teheran – dove hanno verificato la presenza di uranio. Si ritiene che quel sito sia stato parte del Progetto Amad, ovvero il progetto con cui l’Iran ha iniziato e portato avanti il suo programma nucleare clandestino, grazie soprattutto al sostegno dell’ingegnere pakistano Abdul Qader Khan (il padre della bomba nucleare di Islamabad). Il progetto Amad, lo ricordiamo, aveva diverse fasi, una delle quali – denominata “Progetto 111” – prevede appunto la costruzione di un ordigno atomico ed era sotto il diretto controllo di Mohsen Fakhrizadeh Mahabadi, fisico della Imam Hussein University e comandante Pasdaran.

 

(12 novembre 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 



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