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Complotto iraniano per assassinare l’ambasciatrice americana in Sud Africa. I Ragazzi di Tehran

di Ragazzi di Tehran #NoPasdaran twitter@gaiaitaliacom #Iran

 

Secondo quanto denunciato ieri (14 settembre, ndr) in esclusiva da Politico, il regime iraniano avrebbe complottato per uccidere l’Ambasciatrice americana in Sudafrica, Lana Marks. L’azione sarebbe dovuta essere una vendetta contro l’assassinio del terrorista iraniano Qassem Suleimani, eliminato a gennaio 2020 da un drone americano in Iraq, dopo anni in cui Soleimani aveva fomentato violenze in tutto il Medioriente, Iraq in testa.

Ad oggi, non è dato sapere ufficialmente perché Teheran avesse scelto proprio Marks come obiettivo per attuare la vendetta, ma si suppone che le ragioni siano legate alla vicinanza dell’Ambasciatrice al Presidente Trump e all’ambiente favorevole per agire, ovvero alla libertà di manovra di cui sembrano godere appunto gli iraniani a Pretoria.

La cosa che sconcerta è che, ancora una volta secondo quanto riporta il sito Iran Wire, ad aver lavorato attivamente per commettere questo attentato, sono stati dei diplomatici iraniani accreditati in Sudafrica. Questi “diplomatici”, avrebbero sostenuto il progetto criminale fornendo informazioni di intelligence a Teheran.

Vogliamo ricordare che, quella dell’uso di supposti diplomatici per fini terroristici, è una abitudine iraniana. I terribili attentati contro l’Ambasciata israeliana (1992) e il centro ebraico AMIA a Buenos Aires (1994), sono stati organizzati con il coinvolgimento diretto dell’allora attaché culturale in Argentina Rabbani. Per quegli attentati, in cui perirono oltre 100 persone, l’Interpol emise dei mandati di cattura internazionale per buona parte dell’allora regime iraniano, tra cui l’ex Presidente Rafsajani (ora deceduto) e l’allora capo della Forza Qods e poi Ministro della Difesa Ahmad Vahidi.

Non basta: il regime iraniano ha tentato nel 2011 di uccidere l’allora Ambasciatore saudita a Washington Adel al-Jubeir, poi divenuto nel 2015 Ministro degli Esteri del Regno Wahabita. Il problema, si badi bene, non riguarda solamente i noti nemici di Teheran, Israele e Stati Uniti d’America. No, il problema riguarda direttamente anche l’Europa.

Tra il 2018 e il 2019, infatti, Teheran ha provato ad organizzare attentati in mezza Europa, tra cui in Francia, in Olanda, in Belgio, in Austria e in Albania. L’obiettivo era soprattutto colpire gli oppositori del regime e ci manco’ poco che Teheran non riuscisse a colpire un summit del gruppo di opposizione MeK, in cui erano presenti anche parlamentari italiani. Le azioni iraniane provocarono una dura reazione europea, tanto che ancora oggi, un ex diplomatico iraniano in Austria, Asodollah Asadi, è sotto processo in Belgio e Tirana decise di espellere direttamente l’allora ambasciatore iraniano in Albania con l’accusa di destabilizzazione della sicurezza nazionale albanese.

 

(15 settembre 20209

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