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Niente di nuovo sul fronte iraniano. I Ragazzi di Tehran

di Ragazzi di Tehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #NoPasdaran

 

Traslando il titolo del popolare libro di Remarque, potremmo riassumerla con un semplice “niente di nuovo sul fronte orientale”. Le elezioni parlamentari iraniane, infatti, hanno pienamente confermato le aspettative, sia sotto il profilo dei risultati che sotto quello della affluenza (sicuramente il dato più atteso dagli osservatori).

Partiamo dai risultati: a vincere sono stati i “principalisti”, ovvero tutto quel gruppo di candidati conservatori (e ultraconservatori), che oggi hanno trovato un nuovo leader in Mohammad Bagher Ghalibaf, ex Sindaco di Teheran e candidato più votato nella capitale Teheran. I conservatori hanno praticamente conquistato quasi tutti i 290 seggi del Parlamento iraniano: almeno 220 seggi sarebbero andati a loro, mentre i riformisti ne avrebbero conquistati solamente 17 (il restante sarebbe quindi andato a candidati indipendenti, comunque più vicini all’anima conservatrice). Nella capitale Teheran, tutti i 30 seggi a disposizione sono andati ai conservatori.

Come è stato possibile? La risposta è nel secondo dato – quello più importante – relativo alle elezioni parlamentari iraniane, ovvero l’affluenza. A queste elezioni parlamentari, le undicesime dal 1979, hanno preso parte solamente il 42.57% degli elettori. Si tratta della percentuale più bassa dalla nascita della Repubblica Islamica e, nei fatti, rappresenta un vero e proprio smacco per il regime. Nella capitale Teheran, a recarsi alle urne è stato solo il 26.2% degli elettori!

Le motivazioni del boicottaggio delle elezioni parlamentari iraniane non vanno ricercate nel Coronavirus, che si sta diffondendo nel Paese. Da settimane, infatti, si parlava del rischio di non partecipazione degli iraniani al voto, motivato anche dalla squalifica di migliaia di candidati sgraditi al regime (almeno il 56% di coloro che hanno fatto richiesta di candidarsi, sono stati esclusi dal Consiglio dei Guardiani, tra loro numerosi parlamentari uscenti che avevano criticato l’eccessivo potere della Guida Suprema e dei Pasdaran). La vera ragione del boicottaggio delle elezioni iraniane, è la disillusione della popolazione, rispetto alle capacità del sistema di autoriformarsi dall’interno.

Dopo le repressioni delle manifestazioni popolari dal 1999 ad oggi e soprattutto dopo l’uccisione di 1500 manifestanti durante le proteste dello scorso novembre 2019, è stato chiaro per moltissimi iraniani che ormai il regime era diventato una macchina da repressione, il cui unico scopo è quello di mantenere il potere corrotto dei clerici e dei Pasdaran.

Da parte sua, la Guida Suprema ha già reagito alla notizia della bassissima affluenza, dando ovviamente la colpa alla propaganda dei nemici della Repubblica Islamica e all’emergenza Coronavirus. Purtroppo per Khamenei però’, il boicottaggio delle elezioni parlamentari da parte del popolo iraniano, era stato annunciato da tempo – anche per mezzo di sondaggi pubblicati sui media iraniani, poi scomparsi – ben prima dell’allarme Coronavirus nella Repubblica Islamica.

Al di là della propaganda, il boicottaggio delle elezioni era atteso anche dagli stessi leader del regime iraniano. Non è un caso che, qualche settimana prima delle elezioni, nel carcere di Evin – dove vengono rinchiusi molti dei prigionieri politici – dei detenuti erano stati trasferiti, per far spazio a possibili nuovi arrivi di manifestanti arrestati durante nuove possibili proteste popolari. Nel frattempo, tre manifestanti arrestati durante le proteste scoppiate a novembre del 2019 – quelle provocate dalla decisione del Governo di aumentare il prezzo della benzina – sono stati condannati a morte.

Il futuro prossimo del regime iraniano quindi appare drammaticamente nero. Per mantenere il potere, gli islamisti saranno sempre più costretti a ricorrere all’uso della repressione e della violenza contro i dissidenti e contro coloro che, finita l’emergenza coronavirus, torneranno a protestare per le strade, rischiando la loro stessa vita.

Di fronte alla disperazione e alla disillusione non c’è infatti minaccia che tenga…

 

(24 febbraio 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 




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