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Lo spaventoso fenomeno della pedofilia di Stato in Iran. I Ragazzi di Tehran

di Ragazzi di Tehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #NoPasdaran

 

Sono cifre che lasciano senza parole: secondo il sito Iran Wire, ben il 20% dei matrimoni in Iran, sono matrimoni minorili. E’ una cifra spaventosa, che non solo va contro gli standard internazionali, ma anche contro le stesse normative iraniane.

Come noto, per l’Unicef è da considerarsi “matrimonio minorile” ogni matrimonio che coinvolge una persona sotto i 18 anni. In questo senso, tra il marzo del 2018 e il marzo del 2019, su un totale di 550,565 matrimoni registrati, in ben 112,647 casi la sposa aveva 17 anni (o meno). Ovvero, 1/5 dei matrimoni totali hanno coinvolto una minorenne.

C’e’ di peggio: in Iran c’è in Parlamento una proposta di legge – per ora rimasta tale – che intende alzare l’eta legale per il matrimonio a 16 anni. Già perché’ oggi secondo la legge della Repubblica Islamica, è legale dare in sposa una ragazza a 13 anni e un ragazzo a 15 anni. Seguendo sempre i dati ufficiali iraniani, lo scorso anno sono stati registrati ben 54.381 in cui la sposa aveva meno di 16 anni (ovvero il 10% del totale dei matrimoni registrati nel 2019 nella Repubblica Islamica).

Ancora: oggi in Iran è in vigore una legge che permette di dare in sposa le ragazze a 13 anni e i ragazzi a 15 anni, col permesso dei genitori e il consenso della magistratura clericale. Nonostante si tratti già di una legge che legalizza i matrimoni minorili, si registrano in Iran matrimoni di ragazze sotto l’eta’ dei 12 anni. Sempre secondo i dati ufficiali disponibili, tra il 2017 e il 2018, sono stati celebrati ben 1100 matrimoni che hanno coinvolto bambine di 12 anni (per fortuna, in questo senso, il numero è calato dal 2013 ad oggi).

 

(Tabella fonte Iran Wire)

Le cause di queste vergogne purtroppo intrecciano le questioni ideologiche con quelle sociali. Sicuramente, come anche la geografia dimostra, i matrimoni minorili sono maggiori li dove il tasso di religiosità è più alto (come nelle regioni del Khorasan e del Sistan e Baluchestan, e ci vuole coraggio a chiamarla religiosità). Ma non c’è solo la religione di mezzo: ad influire sulla decisione di favorire una matrimonio minorile è anche la condizione sociale. Molto spesso, infatti, si tratta di famiglie numerose e molto povere che, facendo sposare presto i figli, non soltanto riducono i costi, ma ottengono anche delle doti che servono concretamente a portare avanti l’economia famigliare.

Come si vede sono dati terribili, sia per ciò che rivelano a livello di fanatismo religioso, sia per ciò che lasciano trasparire sul drammatico stato sociale ed economico di diverse aree della Repubblica Islamica. E’ tempo quindi che la Comunità Internazionale prenda seri provvedimenti, sanzionando Teheran sia per la legge in vigore – vergognosa – che legalizza i matrimoni minorili, sia per quella in pendenza in Parlamento che mira ad alzare l’eta’ minima per sposarsi a 16 anni. Pur essendo un passo avanti, si tratta comunque di una norma fuori dagli standard delle Nazioni Unite e che non può essere in alcun modo sufficiente per nessuno. L’Iran deve uniformarsi al resto del mondo e permettere i matrimoni solo dall’età di 18 anni e previo il libero consenso delle ragazze e dei ragazzi coinvolti. Fuori da questo limite, proprio dello Stato di Diritto, nessuna legittimazione delle politiche della Repubblica Islamica deve essere concessa.

 

(10 febbraio 2020)

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