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L’atleta Kimia Alizadeh fugge dall’Iran e si rifugia in Germania

di RagazzidiTehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #NoPasdaran

 

E’ un post struggente quello pubblicato sul suo profilo Instagram da Kimia Alizadeh, la sola sportiva iraniana ad aver vinto una medaglia, quella di bronzo, alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016.

Un post in cui, esprimendo tutto il suo amore per il popolo iraniano oppresso dal regime, la Alizadeh annuncia di aver deciso di abbandonare l’Iran per trovare rifugio in Germania. Una scelta sofferta, spiegata dalla giovanissima sportiva – appena 21 anni – in primis per con motivazioni fortemente politiche.

Come suddetto, la Alizadeh ha definito quello iraniano un “popolo oppresso”. Oppresso non dagli Stati Uniti o Israele, ma dal regime clericale che dal 1979 lo tiene in ostaggio. Un regime che che usa i suoi atleti come meri strumenti di propaganda, pronti ad essere sacrificati sull’altare dell’ideologia fondamentalista, quando si tratta di non competere contro gli atleti israeliani. Un regime sessista e misogino, che impone obbligatoriamente a tutte le donne di portare il velo. Concludendo il suo post, la Alizadeh dichiara che la scelta di trovare rifugio in Europa e’ stata presa da lei autonomamente e che, ovunque andra’, restera’ per sempre una “figlia dell’Iran”.

La defezione della Alizadeh, rappresenta un altro colpo mortale alla credibilita’ del regime iraniano anche nel settore sportivo. Ricordiamo che, solamente negli ultimi mesi, diversi sono stati sportivi che hanno scelto di abbandonare l’iran per chiedere asilo politico all’estero. Il piu’ famoso di tutti e’ sicuramente Saeid Mollaei, campione del karate, anche lui accolto in Germania. Mollaie, non solo ha deciso di abbandonare l’Iran condannando il regime, ma pare oggi pronto anche a visitare Israele per prendere parte ad una competizione di judo. Nel settembre del 2019, proprio per non competere contro il judoka israeliano Sagi Muki, Mollaei fu costretto a ritirarsi dalla finale dei mondiali di judo in Giappone.

Sagi Muki e Saeid Mollaei oggi sono grandi amici. Dimostrazione del fatto che, una volta superata la fonte dell’odio – il regime iraniano – ogni barriera può essere abbattuta.

 

(28 gennaio 2020)

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