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Ragazzi di Tehran, la viceministra Sereni è pro o contro Iran? E ha chiesto conto dei legami tra Iran ed Hezbollah a Sajjadpour?

di Ragazzi di Tehran #Hezbollah twitter@gaiaitaliacom #MedDialogue

 

Se, per un verso, il Ministro degli Esteri iraniano Zarif ha deciso di non partecipare ai Med Dialogue del 2019 a Roma, in sua vece e’ venuto – anche quest’anno – Seyed Kazem Sajjadpour, Vice Ministro degli Esteri iraniano e soprattutto presidente del think tank iraniano IPIS, famoso per aver organizzato nel 2006 la conferenza negazionista dell’Olocausto, promossa dall’allora Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

Sajjadpour ha partecipato ad un dibattito sulla questione iraniana, presieduta da Ellie Geranmayeh Vice Direttore del Programma Mena dell’European Council on Foreign Relations (ECFR) e, guarda caso, collaboratrice anche dell’italiano IAI. Diciamo “guarda caso” perche’, seguendo il dibattito con Sajjadpour, e’ stato possibile percepire tutto l’appeasement che – ormai da anni – alcuni think tank occidentali hanno verso la Repubblica Islamica dell’Iran.

Durante la conferenza del MED, Sajjadpour ha praticamente delineato una situazione in cui l’Iran viene presentato come un modello di potenza regionale “genuina”, pronto a tendere la mano ai suoi vicini e promuovere una pace regionale fondata sulla non ingerenza e la non interferenza da parte di tutti gli attori. Peccato che, il primo attore a non rispettare questi principi, è proprio il regime iraniano. Per tutta questa aggressività da parte di Teheran, nell’incontro del MED 2019 non c’e’ stato alcuno spazio.

Nessuno, praticamente, ha chiesto conto a Sajjadpour delle migliaia di miliziani sciiti inquadrati nelle decine e decine di milizie paramilitari filo-iraniane, piazzate fuori dai confini della Repubblica Islamica, in primis in Siria, Libano e Iraq. A proposito di Iraq, nessuno ha chiesto conto a Sajjadpour dell’attuale repressione delle proteste popolari in corso nei territori a maggioranza sciita dell’Iraq. Repressioni sostenute dall’Iran e realizzate materialmente principalmente dalle milizie paramilitari sciite irachene, finanziate e armate da Teheran.

Nessuno, quindi, ha chiesto conto all’Iran del suo sostegno a Hezbollah, movimento terroristico che ormai ha creato in Libano un vero e proprio stato nello stato, contrario a qualunque idea di disarmamento, come previsto e richiesto in primis dalle Nazione Unite (risoluzione 1701). Nessuno ha chiesto all’Iran conto del suo sostegno a Bashar al-Assad, dittatore che l’Italia sembra oggi pronta nuovamente a legittimare, in una mossa che pare più dettata dalla disperazione, che dalla consapevolezza dell’attuale situazione in Siria.

Infine, nessuno ha chiesto conto a Sajjadpour su quanto accade oggi in Iran. E’ stato fatto passare, praticamente senza contraltare, l’idea che un regime change in Iran è impossibile (come sostenuto da Sajjadpour) e che non bisogna farsi troppe illusioni sulle attuali proteste economiche in corso nella Repubblica Islamica. Senza farsi illusioni sul regime change, fa sorridere ed è allo stesso tempo profondamente triste, che nessuno dei presenti in quell’evento del MED, abbia chiesto conto a Sajjadpour delle repressioni in corso in Iran proprio contro quelle proteste popolari che, secondo diverse ONG, hanno causato oltre 700 vittime e migliaia di feriti. Del numero di arresti dei manifestanti – alcuni dei quali rischiano la pena di morte – si è perso praticamente il conto… Così come non si è chiesto contro a Sajjadpour di spiegare la crisi economica iraniana, fatta ormai passare solo come figlia delle sanzioni americane, ma in realtà figlia della corruzione interna, del finanziamento del terrorismo internazionale e della presenza assordante dei Pasdaran nell’economia nazionale del Paese.

Di tutto questo, come accade ormai costantemente, non c’è stata traccia nell’incontro del MED dedicato all’Iran con Sajjadpour. Peggio, secondo quanto riporta la stampa iraniana, Sajjadpour è stato addirittura ricevuto dalla Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni la quale, a quanto pare, ha espresso la volontà di aumentare le relazioni economiche tra i due Paesi. Dell’incontro tra la Sereni e Sajjadpour abbiamo solo la versione iraniana, dato che la Farnesina non ha pubblicato nulla in merito. Ci auguriamo sinceramente quindi che, in quell’incontro, Sereni abbia costo conto al rappresentante (impresentabile) iraniano, dei crimini della Repubblica Islamica, contro i suoi cittadini e nel mondo.

Che pena…

 

(9 dicembre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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