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All’Ispi fanno orecchie da mercante: il Think Tank negazionista iraniano IPIS ancora presente al Med2019

di Ragazzi di Tehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #IPSI

 

Si terrà a Roma tra il 5 e il 7 dicembre prossimo il MED Dialogue 2019, la due giorni di conferenze sul Mediterraneo (e non solo), organizzata dal think tank ISPI in collaborazione con la Farnesina. In generale, possiamo dirlo, si tratta di un momento davvero interessante di riflessione sulla politica internazionale, che negli anni è riuscito a portare a Roma i principali protagonisti della diplomazia, compreso il Ministro degli Esteri iraniano Zarif.

Ovviamente, insieme ai politici, protagonisti del MED sono i ricercatori dei think tank internazionali e numerosi giornalisti. Qui, purtroppo, il MED continua ad aprirsi a personaggi che assolutamente non andrebbero invitati e non dovrebbero trovare alcuna legittimità da parte soprattutto di think tank di Paesi dove è rispettato lo Stato di Diritto e i valori democratici.

Ci riferiamo in particolare al think tank iraniano IPIS – acronimo di Institute for Political and International Studies. L’IPIS, infatti, e’ tristemente noto a livello mondiale per essersi prestato nel 2006 ad organizzare, in collaborazione con il Ministero degli Esteri iraniano, una vergognosa conferenza che aveva come scopo dichiarato quello di negare la veridicita’ dell’Olocausto. Una conferenza che ha portato a Teheran “ricercatori” negazionisti da ben trenta paesi del mondo…

Quella conferenza fu talmente vomitevole che costrinse i think tank del mondo a firmare una pubblica dichiarazione di condanna, in cui – tra le altre cose – si chiedeva espressamente non solo di rifiutare ogni tipo di invito ad eventi da parte dell’IPIS, ma anche di rifiutare di invitare ricercatori IPIS ai propri eventi. Quell’appello, per la cronaca, per l’Italia fu firmato anche dallo IAI e dall’Aspen Institute. A quanto pare, però, negli anni le colpe dell’IPIS sono state dimenticate. Non è cambiata però la natura politica e ideologica dei ricercatori dell’IPIS, tanto che – quando nell’ottobre del 2008 l’IPIS fu inviato a tenere una pubblica audizione alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati – la Presidente Marta Grande fu costretta a prendere le distanze dalle affermazioni fatte in quella sede dai ricercatori iraniani. Proprio in quella occasione, infatti, i ricercatori IPIS negarono nei fatti il diritto di Israele ad esistere, bollando la nascita dello Stato ebraico come un errore della storia.

Ancora una volta, purtrppo, le polemiche non hanno mutato i fatti. Non solo i ricercatori IPIS hanno preso parte al MED 2018, ma lo stesso Ambasciatore italiano a Teheran Perrone, poco dopo essere stato nominato, si recò a far visita al think tank iraniano, senza muovere una critica sulle sue posizioni negazioniste. Arriviamo cosi al MED 2019 dove, secondo quanto riportato sul sito dell’ISPI, tra gli invitati c’è anche Seyed Mohammad Kazem Sajjadpour, ex diplomatico iraniano e presidente del think tank negazionista IPIS.

Ergo, nonostante quanto amavano dire i latini dicendo che “repetita iuvant” a quanto pare, in questo caso, dovremmo usare il vecchio triste adagio “non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire…”

 

(15 novembre 2019)

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