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La demenziale giustificazione del Generale Pasdaran al drammatico inquinamento in Iran: “Israele ci ruba le nuvole”

di Ragazzi di Tehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #Israele

 

Il Generale iraniano Gholamreza Jalali, membro dei Pasdaran e responsabile della Protezione civile, ha trovato una giustificazione meravigliosa e classicissima per l’Iran, per giustificare l’incapacità del regime clericale di far fronte all’inquinamento che da anni attanaglia il Paese: “à stato Israele”.

Già perché, parlando in una intervista alla TV iraniana a fine settembre, il Generale Jalali ha affermato non solamente che i siti nucleari iraniani hanno subito 50mila attacchi cyber (sparando evidentemente numeri a casaccio), ma anche di essere sicuro che “con la complicità dei Paesi dell’area”, Israele ruba le nuvole all’Iran…

Per la cronaca, Jalali non è nuovo a queste affermazioni. Jalali aveva già espresso questo “profondo concetto gomblottista” nel luglio del 2018, affermando che Israele e i Paesi della regione intervenivano nei cieli iraniani per rubare le nuvole, impedendo quindi l’arrivo delle necessarie piogge sui cieli iraniani.

Ora il generale ci riprova, dando anche un “tono tecnico” alle sue affermazioni. Secondo Jalali, infatti, nei confronti del regime iraniano sta avvenendo un “cambiamento climatico deliberato”. I Paesi della regione e Israele, si sono alleati influenzando gli strati di atmosfera e ionosfera, al fine di avviare una “guerra climatica” contro Teheran. Per questo, addirittura, Jalali ha chiesto ai ricercatori iraniani di avviare una commissione d’indagine ad hoc sul tema…

Tutto questo per non ammettere che, da sempre, la Repubblica Islamica non pone alcuna attenzione al gravissimo tema dell’inquinamento interno, che costringe spesso i cittadini iraniani a girare per le città con la mascherina anti-smog. Peggio, il regime iraniano non fa niente per la desertificazione e la deforestazione in corso nel Paese, con effetti diretti sulla popolazione civile (come la desertificazione del lago Urmia, nella regione dell’Azerbijan Occidentale, che rischia di provocare un esodo di massa delle popolazioni locali). Secondo la Banca Mondiale, l’inadempienza iraniana sul tema dell’inquinamento, costa all’economia del Paese 640 milioni di dollari l’anno, di cui 260 milioni usati per curare poveri iraniani che si ammalano (e spesso muoiono) a causa dell’inquinamento interno.

Le Nazioni Unite, per la cronaca, hanno classificato l’Iran al 117° posto – su 133 Paesi – in termini di qualità ambientali del territorio…

Ma nella Repubblica Islamica si sa, se esiste un problema a cui il regime non sa dare soluzione, basta andare in TV e accusare Stati Uniti e Israele… Solo che gli iraniani non sono stupidi e sono abituati alle bugie del regime che, purtroppo, dal 1979 li tiene prigionieri…

 

(11 novembre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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