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L’Iran condanna una giornalista a 148 frustate e 10 anni di carcere. I Ragazzi di Tehran

di Ragazzi di Tehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #Teocrazie

 

La sua colpa? Avere “coperto”, giornalisticamente parlando, una manifestazione dei lavoratori per il 1° maggio. Lei è la giornalista iraniana Marzieh Amiri condannata a 148 frustate e 10 anni di carcere, per aver seguito per il quotidiano riformista Shargh una protesta di lavoratori, studenti e attivisti nella Giornata dei Lavoratori, il primo Maggio. La protesta ha visto la partecipazione di più di 500 persone e si è svolta davanti al Parlamento iraniano. Ovviamente, l’esito è stata l’ennesima repressione e l’arresto di numerosi attivisti.

Le accuse nei suoi confronti sono state: “cospirazione contro la sicurezza nazionale”, “propaganda contro il regime” e “disturbo dell’ordine pubblico”. Mazieh è stata arrestata nel mese di maggio e tenuta tutto questo periodo in carcere. La sentenza nei suoi confronti è stata emessa dalla Sezione 28 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran, presieduta dal giudice Mohammad Moghiseh, noto per i suoi costanti abusi dei diritti umani. Secondo quanto scritto da Samira Amir, la sorella di Marzieh, dei dieci anni di condanna, la povera giornalista iraniana ne dovrà scontare sicuramente almeno sei (se ovviamente la condanna sarà confermata in appello, come molto spesso accade in Iran). In questo periodo di detenzione, la salute di Marzieh Amiri si è drammaticamente deteriorata, con episodi di epilessia dovuti a stress. Il suo avvocato, Arash Dowlatshahi, ha costantemente richiesto il rilascio per motivi medici, ma è stato completamente ignorato. Tra le altre cose, il verdetto contro Mazieh è stato emesso il 15 agosto scorso, in assenza del suo avvocato difensore.

Ricordiamo che in Iran, ufficialmente, è vietato celebrare la Giornata dei Lavoratori il primo maggio ed è vietato costituire sindacati o rappresentanze sindacali non controllate e autorizzate dal regime. Nonostante tutto, annualmente centinaia di lavoratori e di studenti si ritrovano a Teheran (e non solo), per protestare contro le condizioni dei lavoratori nella Repubblica Islamica.

 

(26 agosto 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 


 

 




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