Home / Copertina / Ragazzi di Tehran: l’ipocrisia dell’Iran (e la cecità della stampa)

Ragazzi di Tehran: l’ipocrisia dell’Iran (e la cecità della stampa)

di Ragazzi di Tehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #Nucleare

 

Ipocrsia: è questo il solo modo di definire la maggior parte dei commenti scritti in questi giorni, relativi alla decisione dell’Iran di tornare ad arricchiere l’uranio, anche sopra il 3,67%. Ipocrisia perché, per la maggior parte dei commentatori, Teheran ha preso questa decisione come “naturale scelta”, dopo l’annuncio americano di ritiro dal JCPOA, dopo l’approvazione delle nuove sanzioni verso Teheran e dopo la supposta incapacità europea di garantire agli iraniani il giro d’affari loro promesso dopo la firma dell’accordo del 2015.

Tutto questo è solamente parzialmente vero. Per carità, nel breve periodo, il ragionamento può non fare una piega. Washington si ritira dall’accordo nucleare e l’Iran reagisce. Tutto apparentemente lapalissiano. E’ solo che il breve periodo, come tutti i brevi periodi, ha la memoria corta e la vita breve. Già. Perché, quello di addossare a Trump le responsabilità delle attuali decisioni iraniane, è un modo di sposare unicamente la narrativa khomeinista.

Se usassimo lo stesso metodo – e dobbiamo usarlo – possiamo in maniera lapalissiana dire che la scelta di Trump di abbandonare il JCPOA è figlia diretta delle azioni iraniane. E’ figlia del fatto che, quando l’accordo nucleare era in vigore, l’Iran ha:

  • Compiuto test missilistici in violazione della risoluzione 2231 (come ammesso dagli stessi ambasciatorei UE alle Nazioni Unite nel 2016);
  • Usato i soldi ottenuti dalla sospensione delle sanzioni internazionali per riempire la regione di milizie paramilitari sciite e per sostenere regimi repressivi come quelli di Assad in Siria;
  • Usato i soldi ottenuti dalla sospensione delle sanzioni internazionali, per finanziare numerosi gruppi terroristici (Hezbollah, Hamas, Jihad Islamica) e per provare ad assassinare oppositori politici del regime nei Paesi europei (attentati organizzati nelle Ambasciate iraniane in Europa, che hanno causato l’espulsione di diplomatici iraniani…);
  • Ingannato la Comunita’ Internazionale – su tutti l’AIEA – inviando foto photoshoppate dei reattori modificati e provando ad ottenere tecnologia illegale, per mezzo di front companies. Si badi bene, non sono cose che diciamo qua per sentito dire: si tratta di ammessioni fatte ad esempio dal capo dell’Agenzia Atomica iraniana Salehi alla TV nazionale o di cose scritte nero su bianco dall’intelligence tedesca (ad esempio);

Capitolo business: qui l’ipocrisia raggiunge l’apice. Il business fra l’Iran e l’Occidente non è veramente mai ripartito. L’Iran ha goduto della sospensione delle sanzioni internazionali e approfittato dell’appeasement per accogliere decine di delegazioni Occidentali. Detto questo, dopo le decine e decine di accordi preliminari che venivano firmati duranti gli incontri, ben pochi si sono veramente tramutati in un business duraturo. Questo non per Trump, ma perché l’Iran non ha mai garantito le due diligence richieste dai gruppi finanziari europei per garantire il business con Teheran. Lo stesso Instex, il meccanismo europeo approvato dopo le sanzioni americane, è finito in un pozzo nero, soprattutto perché l’Iran in questi anni non è riuscito a fare una sola riforma del sistema bancario nazionale, come richiesto dal FATF, il Financial Action Task Force. Riforma richiesta per avere la certezza che, dietro al business con l’Iran, non si nasconda un riciclaggio di denaro a scopo di finanziamento del terrorismo internazionale.

Come suddetto, tutto questo è naufragato, perché per il regime iraniano non è un sistema di governo “normale” e perche’ il finanziamento del terrorismo internazionale è parte integrante dell’ideologia della Velayat-e Faqhi.

Concludendo, se volete veramente ragionare sul fallimento del JCPOA – se volete farlo seriamente – dovete andare oltre il breve periodo e analizzare veramente come l’Iran si è comportato durante gli anni in cui quel (pessimo) accordo – che non e’ mai stato un Accprdp Internazionale, ma che formalmente è un Piano d’Azione – è stato “in vigore”.

Messa così qualunque analista serio, non potra’ negare che la bilancia non pende certamente a favore di Teheran…E per chi vuole veramente sapere come Teheran ha violato in questi anni il JCPOA, consigliamo questo breve e chiaro report della UANI (United Against Nuclear Iran).

 

 

(9 luglio 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 


 

 





 

 

 

 




Comments

comments

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne clicca su "leggi di più". Questo sito utilizza cookies di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi