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Perché diciamo che Obama in Iran ha fallito. Un approfondimento de i Ragazzi di Tehran

 

de I Ragazzi di Tehran #Obama twitter@gaiaitaliacom #Iran

 

Perché Obama ha fallito con l’Iran? Comunque la si pensi sull’accordo nucleare e sulla Presidenza Trump, un dato è palese: il JCPOA non ha funzionato e non ha dimostrato di essere un accordo in grado di garantire una pace stabile alla regione mediorientale.

Le ragioni di questo fallimento sono diverse. Ne elenchiamo qui le quattro principali:

1-      L’accordo nucleare con l’Iran non è figlio di impostazioni politiche comuni, ma di fallaci calcoli geopolitici. Accordandosi con Teheran senza precondizioni politiche, Obama intendeva creare in Medioriente un equilibrio del terrore, anche al prezzo di abbandonare gli alleati tradizionali di Washington (Israele, ma soprattutto l’Arabia Saudita). Naturalmente, il fronte anti-iraniano ha reagito, rigettando costantemente l’accordo con l’Iran;

2-      L’Iran è stato sottovalutato. Obama ha pensato di offrire all’Iran una legittimità diplomatica e militare, non mettendo in conto quale sarebbe stato il costo di questa offerta senza reali precondizioni. Risultato: l’Iran ha usato l’appeasement Occidentale per riempire il Medioriente di milizie paramilitari, per intervenire in Siria, per usare i soldi che aveva ottenuto dal congelamento delle sanzioni internazionali, per finanziare le attività dei Pasdaran e dei gruppi terroristici che da anni finanzia. Alla popolazione iraniana non sono arrivate neanche le briciole e per questo, all’interno della Repubblica Islamica, le proteste sociali non sono mai terminate;

3-      Per far sopravvivere l’accordo con l’Iran, l’Occidente ha chiuso tutte e due gli occhi non solo davanti alle violazioni iraniane del JCPOA (si pensi ai test missilistici), ma soprattutto davanti agli abusi dei diritti umani. In questi anni il regime iraniano ha continuato ad approvare leggi contro le donne, ad arrestare dissidenti, artisti, giornalisti, a promuovere marce che inneggiavano alla distruzione d’Israele e alla morte degli Stati Uniti, senza ricevere praticamente alcuna critica. Federica Mogherini, ovvero colei che avrebbe dovuto rappresentare all’Estero i valori comuni dell’UE, si è appiattita drammaticamente sulle posizioni di Teheran, inseguendo velata i beffardi sorrisi di Zarif, piuttosto che provare a far leva sugli interessi iraniani a fare affari con l’Occidente per ottenere un minimo di rispetto dello Stato di Diritto nella Repubblica Islamica;

4-      L’Occidente si è illuso di avere davanti a sé un Paese normale. No, ci spiace, l’Iran non è un Paese normale. Si può stare qui a dire quanto si vuole che, escluso Israele, l’Iran è il solo Paese Mediorientale che ha qualche parvenza di istituzione democratica eletta dal popolo (parlamento e presidente). Ma queste istituzioni in Iran sono meramente delle illusioni democratiche. Perché il vero potere nella Repubblica Islamica è nelle mani degli apparati paralleli – Guida Suprema, Pasdaran, Consiglio dei Guardiani, Magistratura, Consiglio Supremo di Difesa Nazionali – che non sono eletti, ma praticamente nominati dalla Guida Suprema Khamenei. Ergo, stringere la mano a Zarif, sorridere a Rouhani, visitare il Parlamento di Teheran o pensare seriamente di fare affari con privati iraniani che non siano front man di compagnie legate ai Pasdaran, è pura e semplice illusione. Il regime iraniano, nato dopo il 1979, è una Repubblica Islamica che di Repubblica ha ben poco. In realtà, è la prima versione di un Califfato che ha come preciso scopo l’allargamento del potere militare e religioso dell’Islamismo sciita khomeinista, fuori dai confini dell’Iran stesso. Per questo esistono i Pasdaran, per questo i Pasdaran detengono le chiavi del programma missilistico e nucleare del regime e per questo esistono unità ad hoc – la Forza Qods – impegnate non solo ad addestrare terroristi, ma anche a formarli religiosamente.

Quella tra l’Iran islamista e l’Occidente non sarà mai una pace, ma al massimo una lunga “hudna”, una lunga tregua. Durante questa tregua, il regime iraniano celerà sempre le sue reali intenzioni, usando la pratica della “taqiyya”, ovvero della dissimulazione, facendo finta di essere quello che nei fatti non è. Ma ogni “hudna” ha una fine e, purtroppo, quella con l’Iran islamista non potrà mai tramutarsi in una pace reale, se non alle condizioni di Teheran…

 


 

(2 luglio 2019)

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