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Ragazzi di Tehran: quattordici attivisti scrivono una lettera aperta e chiedono le dimissioni di Khamenei

di Ragazzi di Tehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #RagazzidiTehran

 

Un gruppo di 14 attivisti iraniani ha pubblicato una coraggiosa lettera pubblica, in cui ha ufficialmente chiesto – secondo quanto stabilito dalla Costituzione iraniana – che la Guida Suprema Ali Khamenei si dimetta.

Nella loro lettera, i 14 attivisti sottolineano come, nei 40 anni della Repubblica Islamica, il termine ‘Repubblica’ sia praticamente sparito, in favore dell’allargamento estremo dei poteri del Rahbar, la Guida Suprema iraniana. Sebbene infatti il popolo iraniano elegga direttamente il Parlamento e il Presidente, per potersi candidare è necessario il permesso del Consiglio dei Guardiani.

Tale Consiglio, composto da 12 membri, è praticamente totalmente nominato dalla Guida Suprema: 6 membri infatti sono nominati direttamente da Khamenei, mentre altri 6 sono nominati dalla Magistratura, che però dipende direttamente a sua volta dalla Guida Suprema.

In altri termini, secondo i 14 attivisti, è stato totalmente disatteso il senso dell’articolo 110 della Costituzione iraniana – quello che concerne i poteri del Rahbar – allargando e alterando drammaticamente il suo significato originario. Nella lettera, senza giri di parole, il Parlamento e il Presidente iraniani sono definiti come dei meri “facilitatori” del potere della Guida Suprema. Per queste ragioni, come suddetto, i 14 attivisti hanno chiesto le dimissioni di Khamenei e l’avvio di un serio processo riformatore in Iran, che garantisca delle reali libertà di pensiero al popolo.

Tra i 14 firmatari troviamo:

  • Banoo Gowhar Eshghi, mamma del blogger iraniano Sattar Beheshti, ucciso in carcnere nel 2012 per aver criticato il regime;
  • Banoo Hoorieh Farajzadeh, sorella di Shahram Farajzadeh, ucciso durante le proteste del 2009;
  • Mohammad Karimbeigi, padre di  Mostafa Karimbeigi, ucciso durante le proteste dell’Ashura nel 2009;
  • Mohammad Maleki, ex Rettore dell’Universita’ di Teheran;
  • L’ingegnere Hashem Khastar, incarcerato piu’ volte in Iran per aver protestato in favore dei diritti degli insegnanti;
  • Mohammad Mahdavifar, attivista condannato a due anni di carcere per blasfemia;
  • Mohammad Nourizad, regista iraniano, arrestato la prima volta nel 2009 per aver inviato una lettera a Khamenei in cui condannava le repressioni del 2009;
  • Kamal Jaafari Yazdi, ex membro delle forze paramilitare Basij e condannato 13 anni di carcere per aver condannato le violenze del 2009.

 

 

(1 luglio 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservata, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 





 

 

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