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“O Capitano! Mio Capitano!” e Walt Whitman si suiciderebbe. La Bustina della Serva

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di CiCiErre #LabustinadellaServa twitter@gaiaitaliacom #SeaWatch

 

C’è una vicenda che si è incastrata nella già tragica situazione che tocca le coste italiane.
C’è in questa storia Carola Rakete a capitanare la Sea Watch, a non fermarsi allo stop intimato dalle forze dell’ordine, arrestata, e già condannata da chi – pur millantando conoscenze in tal senso – non sa, che prima di attribuire il termine delinquente è necessario un processo e la relativa sentenza.

E poi c’è una politica modenese, il cui nome è Valentina Mazzacurati – che alle ultime amministrative ha ottenuto 85 voti – che non si è limitata a commentare i fatti politici, ma ne ha esaltato i contenuti soffermandosi sui connotati estetisti della capitana Rakete.

“Possiamo fare qualcosa per farla assomigliare ad un donna?” ed ancora “Credo che il decoro sia il minimo per avere l’autorevolezza”.

Al di là della questione politica dei limiti internazionali, dei diritti costituzionali che sembrano così estranei a questa nera politica di destra, si introduce la bassezza morale limitata e limitativa che giudica una donna sulla base del profilo estetico. Il boato di disapprovazione per le battute della Mazzacurati è stato potente, talmente potente che la notizia è stata riportata con “disprezzo” anche su alcuni quotidiani nazionali.

La convinzione con la quale si è estesa la politica del disprezzo per la figura della Capitana Carola ha avuto una carica offensiva tale da creare un sospetto sottile ed intrinseco che si inserisce in tutta questa faccenda, quasi come se il fine della notorietà giustificasse ogni mezzo, anche quello più deludente. Perché delude una donna che rinnega l’essere donna in assenza di decoro, delude chi non riconoscere la grandezza delle nostre lotte per non essere solo dame da compagnia, delude chi non si ricorda che prima dei tacchi a spillo c’è tanto altro, delude chi non si ricorda che le battaglie più grandi dell’essere donna le abbiamo vinte senza quel decoro tanto acclamato.

Decoro assente nell’atto di essere forti ogni giorno, decoro inutile quando sei in una sala parto nell’atto più alto di essere donna, decoro vuoto quando ogni giorno devi sperare che valutino il tuo potenziale piuttosto che la tua silhouette. Il decoro è vano quando devi dimostrare quanto vali, l’autorevolezza è vuota se è priva di sostanza e se la pochezza d’intenti si sofferma sulla mancata messa in piega, non è politica è gossip, incapace di gestire i problemi, ma di sollevare questioni vuote prive di umana sensibilità.

Al netto delle ideologie politiche, resta la disapprovazione – che anche sul piano nazionale – ha giudicato il gesto della modenese Mazzacurati. Una disapprovazione che è forza in potenza, che si ricorda di essere prima di apparire, che non accetta una donna contro le altre donne e che semplicemente non ci sta alla limitatezza di chi non riconosce la nostra forza.

Ed è quello che conta.

 


(30 giugno 2019)

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