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La Bustina della Serva: Roberta Lombardi, l’Ignoranza, la Costituzione e gli Ignoranti

di CiCiErre #Pentademenza twitter@gaiaitaliacom #LaBustinadellaServa

 

In un’intervista a radio radicale la capogruppo alla Camera del M5S Roberta Lombardi ha dichiarato che non le pare che l’età anagrafica per accedere alla carica di Presidente della Repubblica sia scritta in Costituzione.

Non le pare. Dice.

Peccato che l’art. 84 della Costituzione reciti:

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici”.

 

Ricapitolando un deputato della Camera – organo costituzionale – è del tutto priva di una conoscenza costituzionale (oltre che elementare).
Ricapitando, quindi, se abbiamo capito bene, la signora in questione rappresenta i diritti del cittadini che l’hanno eletta senza il minimo senno del ruolo svolto, essendo lo stesso, disciplinato dalla Costituzione.
D’altronde, direbbero, dallo stesso partito che ha gridato all’impeachment cosa c’era da aspettarsi?

Ma la questione è un’altra, perché quella signora è lì?

Credo sia doveroso spiegare il meccanismo per il quale un tale scempio istituzionale oltre che culturale (e si tratta di cultura minima) avvenga da un rappresentate del popolo che pretende – per natura – di essere edotta [sic] circa i meccanismi di funzionamento del nostro Stato, costituzionale, appunto.
E che il popoletto con le orecchie da coniglio si palesi con commenti sgrammaticati nelle pagine Facebook di un ente istituzionale, è figlio di questa politica qui.
Figlio di chi si rilassa postando la visione del grande fratello su Instagram, figlio della politica che si fa sui social con le promesse alla pancia delle persone e che non solo non dialoga più con la realtà, ipotizzando soluzioni impraticabili, ma ammette la sua ignoranza, senza troppi problemi.

Perché dopo l’intervista è tornato tutto come prima, come se fosse normale, invece no, non lo è.

Non lo è per chi rappresenti, non lo è per la marea di laureati – che nella loro vita hanno studiato veramente- con un curriculum in mano, senza un lavoro, sbeffeggiati da chi, per ruolo, dovrebbe rassicurarli. Rassicurazione che dovrebbe esserci anche, per chi non ha quel grado di cultura minima che dovrebbe essere, invece, garantita (oltre che diffusa).

Nel diritto romano valeva la regola dell’Ignorantia legis non excusat, la legge non scusa gli ignoranti.

E valeva molto.
Anche oggi dovrebbe.

 

 





 

(21 aprile 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 




 

 

 

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