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“La Bustina della Serva”: hanno il coraggio di chiamarla “dignità”

di CiCiErre #labustinadellaserva twitter@gaiaitaliacom #dignità

 

 

Qualche mese fa ho partecipato alla distribuzione delle coperte per i senzatetto. Nella mia città, Bologna, tale gesto è stato accolto con entusiasmo, perché gli aiuti, in certi casi, non bastano mai. Ed è stato in quella occasione che ho conosciuto M. rannicchiato sulla porta di un negozio – perché lì il freddo si sentiva meno – di una gentilezza unica: ci ha guardato con la gratitudine di chi sa che, alla fine, siamo tutti esseri umani.

… italiano, 55 anni, senza famiglia, ha fatto il cameriere per tutta la sua vita, fintanto che non è rimasto senza lavoro, senza casa e si è ritrovato così in mezzo ad una strada, rannicchiato nella notte dentro un sacco a pelo, ai piedi di un negozio che il giorno dopo sarà lo stesso…

E questa è una storia, una delle tante, di quelle persone che per cause impreviste ed improvvise, ad un certo punto, non hanno più nulla, e così restano privi delle misure minime per una vita dignitosa, e nel perdere tutto, si perdono anche i diritti, perché non è vero che siamo tutti uguali.

…e tanti altri, dormendo per strada hanno perso la residenza, e non è un dettaglio di poco conto, anzi, è proprio tramite lo status di residente che puoi trovare lavoro, avere un medico, accedere ai servizi statali e soprattutto alla misura per eccellenza che prodiga di essere un aiuto per gli ultimi: il reddito di cittadinanza.

Un esponente del Movimento 5 Stelle ha dichiarato che esistono poveri relativi e poveri assoluti, i poveri assoluti saranno coloro che beneficeranno del reddito di cittadinanza ed è per questo che per accedere alla misura ai sensi dell’art. 2 del decreto 4/2019 è necessaria la coesistenza di presupposti tassativi tra cui appunto la residenza continuativa per 10 anni consecutivi in Italia.

Il Reddito di Cittadinanza è stato definito più volte la misura di contrasto più potente contro la povertà, almeno così hanno millantato in campagna elettorale – e anche dopo – gli esponenti del M5S. A questo punto il dubbio circa la natura di tale misura sorge spontaneo e potente in tutta la sua contraddittorietà. La povertà nella sua accezione più pura, che si rannicchia su una strada, dentro un sacco a pelo, non è la povertà giusta? Così il dubbio si è fatto potente, ed ha preso la forma di una petizione per presentare un emendamento a tale contraddizione.

Avvocato di Strada Onlus e la Federazione italiana degli Organismi per le persone senza dimora stanno, infatti, raccogliendo le firme per presentare la proposta al Governo, per farlo ne servono 10 mila entro il prossimo 31 maggio. Al netto dall’esegesi del reddito di cittadinanza, e dei dubbi circa la sua funzionalità nell’impatto economico, resta il fatto che una misura, nata allo scopo di contrastare la povertà non può escludere chi dorme rannicchiando nel vano di un negozio dentro un sacco a pelo.

Io ho firmato la petizione, l’ho fatto anche per M. e per quello sguardo che è difficile da dimenticare, perché dentro c’è tutta la rassegnazione di un uomo. Rassegnazione che ha diritto di trasformarsi in speranza, viceversa, la dignità tanto millantata resterebbe solo uno slogan politico, dimostrando – ancora una volta – la sua fallacità.

 

 





 

(14 aprile 2019)

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